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Malanni di stagione: cosa sono e come evitarli

Gli imprevisti legati alla salute, come mal di gola e naso chiuso, che affiorano in momenti specifici dell’anno sono comunemente definiti “malanni di stagione“. Questi comprendono una serie di disturbi, spesso legati ai cambiamenti climatici o alle variazioni dell’ambiente, che possono influenzare il benessere di una persona. Scopriamo di più su come identificarli e affrontarli nel migliore dei modi. Malanni di stagione: quali sono Solitamente, i malanni di stagione si presentano in , ognuna con sintomi specifici che possono influenzare il nostro benessere. Ecco alcune delle manifestazioni più comuni:● Influenza: una delle manifestazioni più diffuse, con sintomi che includono febbre, brividi, tosse e affaticamento;● Raffreddore: caratterizzato da congestione nasale, starnuti, mal di gola e talvolta tosse;● Mal di gola: con sensazione di fastidio e irritazione delle mucose della gola;● Tosse: può essere un sintomo comune in vari malanni di stagione, causata dall’irritazione della gola o delle vie respiratorie. Influenza e malanni di stagione: differenze Anche se possono sembrare simili, l’influenza e i malanni di stagione presentano peculiarità ben precise. L’influenza annuale varia di anno in anno a causa delle diverse mutazioni del virus base (l’Orthomixoviridae), come ad esempio la variante australiana. Al contrario, la sindrome parainfluenzale si presenta sempre in modo simile, con sintomi più o meno costanti ogni anno.Anche il decorso di queste due condizioni è altrettanto differente: l’influenza si manifesta in modo più rapido ma anche più incisivo, caratterizzato da febbre alta, dolori alle ossa e, talvolta, tosse persistente. I virus parainfluenzali, invece, causano sintomi come uno stato generale di malessere, raffreddore e congestione nasale. Gli effetti parainfluenzali hanno una durata più prolungata, con un esordio graduale e sintomi meno intensi.La terapia per le sindromi parainfluenzali si concentra principalmente sull’attenuazione dei sintomi. Di solito, vengono prescritti farmaci antinfiammatori come Okitask a base di Ketoprofene. In caso di presenza di febbre, vengono consigliati anche antipiretici. Tuttavia, se si verificano infezioni batteriche come bronchiti o polmoniti il medico può raccomandare la terapia antibiotica. Come prevenire i malanni di stagione Adottare misure preventive quotidiane può ridurre significativamente il rischio di contrarre malattie stagionali. Lavarsi frequentemente le mani con acqua e sapone, specialmente dopo essere stati in luoghi affollati o in contatto con superfici condivise, riduce la diffusione dei germi. Inoltre, seguire norme di igiene respiratoria, come coprire bocca e naso quando si tossisce o starnutisce, aiuta a limitare la trasmissione di agenti patogeni. Anche i lavaggi nasali con soluzioni fisiologiche possono aiutare a contrastare la diffusione dei virus. Bere una quantità adeguata di liquidi può svolgere un ruolo cruciale nella prevenzione delle diverse forme di influenza virale. Uno studio condotto nel Regno Unito, riportato dal Daily Mail ha evidenziato che i partecipanti invitati a consumare solo tre bicchieri di acqua al giorno hanno registrato una probabilità fino a 5 volte superiore di sviluppare naso chiuso e mal di gola rispetto a coloro che hanno bevuto otto bicchieri di acqua, nello stesso arco temporale. La mucosa nasale svolge un ruolo fondamentale come filtro: secondo il relatore dello studio, il dottor Lewis, la mucosa nasale funge da pellicola adesiva in cui si depositano polveri, virus e batteri. Quando la mucosa rimane umida, questo filtro funziona in modo efficace; se invece manca l’idratazione, la sua capacità di agire come barriera si riduce drasticamente. Lo stesso principio si applica alla salute del cavo orale. Occorre quindi mantenere un adeguato livello di idratazione, il che significa consumare almeno otto bicchieri di acqua al giorno. Prevenire i malanni di stagione, aumentando le difese del sistema immunitario Esistono anche strategie aggiuntive per proteggersi dai malanni di stagione, tra cui il rinforzo del sistema immunitario. Una difesa naturale contro l’influenza affonda le radici nell’antichità ed è rappresentata dalla propoli, un dono delle api. Le proprietà naturali della propoli sono importanti nel potenziamento del sistema immunitario e integratori come il Immuno+ Propoli 20 Compresse Deglutibili, grazie alla formulazione a base di Propoli M.E.D. (ottenuta tramite la tecnologia Multi Estrazione Dinamica per conservare tutti i principi attivi durante l’estrazione) e Propoli Verde (variante proveniente dal Sud America, ricca di acidi fenolici con azioni antivirali, antisettiche e antibiotiche). L’aggiunta di vitamina D e fermenti lattici tindalizzati favorisce il rafforzamento delle difese immunitarie per affrontare al meglio la stagione fredda.Tra gli integratori immunostimolanti troviamo Immuniflor 16 Pocket Drink che contiene come ingrediente principale l’Echinacea, una pianta fiorita che stimola la produzione di anticorpi e cellule che neutralizzano i virus nel nostro organismo. La lattoferrina rappresenta il principio attivo principale di Immuno Defend System. Questa sostanza possiede funzioni antivirali e antibatteriche con molteplici azioni sinergiche,ed è già conosciuta dal nostro organismo.

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Aerosol per bambini: tutti i consigli

Per un bambino con problemi respiratori come l’asma o alcune patologie bronchiali, l’aerosol può diventare un alleato prezioso. Conosciuto anche come nebulizzatore, questo strumento, permette di trasformare una soluzione liquida, che può essere un farmaco o un rimedio naturale, in microparticelle che vengono inalate e che possono raggiungere anche le basse vie respiratorie, alleviando i sintomi e migliorando la respirazione. Vediamo in questo articolo tutto ciò che occorre sapere sull’aerosol per i bambini. Quando usare l’aerosol per i bambini Gli aerosol per bambini sono strumenti fondamentali per il trattamento delle problematiche respiratorie nei più piccoli e possono essere utilizzati fin dai primi giorni di vita. Questi dispositivi permettono ai farmaci di raggiungere la superficie interna dei bronchi, accelerando la risposta terapeutica e alleviando i sintomi tipici delle patologie bronchiali.L’aerosol risulta efficace nel trattamento di condizioni respiratorie come asma e bronchite asmatica, ma ha funzioni diverse, a seconda dei farmaci che vengono prescritti: Come usare l’aerosol per i bambini affinché sia efficace Esistono diversi tipi di aerosol e la scelta dipende anche dalla tipologia di farmaco che si deve utilizzare. Gli apparecchi aerosol sono spesso dotati di due o più accessori come una forcella e una mascherina, entrambi collegati all’ampolla contenente il farmaco. In alcuni casi, è incluso anche un boccaglio che va posizionato direttamente fra le labbra del bambino. Per i più piccoli, la mascherina anatomica che copre naso e bocca è consigliata, in quanto risulta molto comoda per i pazienti non collaborativi, come i bambini molto piccoli.Alcuni nebulizzatori più evoluti hanno maschere appositamente progettate per i bambini, come l’Aerosol Flaem AirMate SC36P00, con un bordo esterno in materiale biocompatibile, in modo che, appoggiandola al viso, garantiscano la massima aderenza senza provocare fastidi. Inoltre, sono dotate di una valvola che limita la dispersione, assicurando un maggior assorbimento del farmaco.Per garantire l’efficacia della terapia tramite aerosol, è essenziale utilizzarla correttamente. Spesso si applica la mascherina ai bambini mentre dormono proprio perché sono impazienti e anche una breve seduta di inalazioni potrebbe risultare difficile. Tuttavia, affinché la terapia abbia effetto, è necessario che il bambino sia sveglio per due ragioni: la bocca deve essere almeno socchiusa, la sola respirazione nasale non garantisce il raggiungimento delle “goccioline” nelle basse vie respiratorie e la respirazione deve essere profonda, cosa che può non avvenire durante il sonno. Consigli e strategie per fare l’aerosol ai bambini Quando si inizia la terapia tramite aerosol, è importante che il bambino sia tranquillo. Se inizia a piangere, il respiro diventa corto e rapido e il farmaco non raggiungerà le basse vie respiratorie. Occorre, quindi, distrarlo e presentare l’aerosol come un gioco. Ad esempio, si può far indossare al bambino un mantello durante le inalazioni, raccontandogli che la nebbiolina dell’aerosol contiene una pozione magica che lo renderà invisibile, proprio come Harry Potter. In alternativa, più semplicemente, si può intrattenere il piccolo facendogli sfogliare un libro illustrato e leggendogli una storia. Quale aerosol scegliere per i bambini Esistono 3 tipi diversi di aerosol in commercio:● Inalatori ad aria compressa;● Nebulizzatori ad ultrasuoni;● Aerosol con tecnologia mesh.I modelli ad aria compressa sono i più comuni e tradizionali e quelli di ultima generazione sono molto silenziosi. La velocità di somministrazione del farmaco è un dato importante da considerare, e ci sono ottimi aerosol a compressore, come l’Aerosol Flaem Duo FJ58P00, che alla massima velocità, eroga 0,55 ml di soluzione al minuto. Questo significa che per una seduta di inalazioni con i farmaci più comuni (confezionati in flaconcini monodose da 2 ml), occorreranno meno di 4 minuti per concludere una seduta di inalazioni. Ancora più veloce è l’aerosol Nebul Flaem Pro EL35P00 che eroga 0,65 ml al minuto ed è anche dotato di mascherina pediatrica.Gli aerosol con tecnologia mesh sono all’avanguardia per praticità e silenziosità. Ad esempio, l’Aerosol Flaem LightNeb MF32E00 ha un indice di rumorosità di appena 40 dB, ed è alimentato a batterie, quindi può essere usato anche fuori casa. Un altro aspetto importante, è la potenza dell’aerosol e la dimensione delle particelle prodotte: per raggiungere le basse vie respiratorie, il diametro delle particelle prodotte deve essere inferiore a 5 micron. Le particelle più grandi si depositano nelle alte vie respiratorie, mentre quelle più piccole riescono a raggiungere bronchi e polmoni.

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Gambe stanche e pesanti in gravidanza? Alcuni consigli da seguire

Durante la gravidanza, è comune avvertire le gambe stanche e pesanti. Talvolta, questa sensazione di affaticamento può essere accompagnata da edemi, gonfiore dei piedi e degli arti inferiori, nonché da formicolii e comparsa di vene varicose. Le cause di questo disagio sono molteplici e coinvolgono fattori meccanici, ormonali e vascolari. In questo articolo, vedremo le principali cause delle gambe stanche e pesanti in gravidanza e scopriremo insieme alcuni consigli utili per mitigare questa problematica. Cause delle gambe stanche e pesanti in gravidanza Il primo fattore determinante si verifica già nei primi mesi di gravidanza, quando i tessuti tendono a trattenere più liquido, principalmente a causa dell’aumento di ormoni come estrogeni e progesterone. Inoltre, la gravidanza porta a una modifica nella composizione del volume sanguigno, con un incremento del 50% rispetto alle condizioni normali, a causa dell’aumento della parte liquida in rapporto ai globuli rossi. La vasodilatazione, tipica del periodo di gestazione, contribuisce a una diminuzione del ritorno venoso ossia del flusso di sangue che ritorna al cuore quanto giunge agli arti inferiori. Il ristagno di liquidi nelle gambe e nei piedi, può provocare molto spesso edemi e sensibilità dolorosa al tatto.Dal secondo trimestre di gravidanza, si verifica poi un aumento del volume della pancia, causato dall’aumento del peso e del volume uterino, che può raggiungere la misura di 35×25 cm al nono mese. Ciò provoca una compressione fisiologica della vena cava e dell’aorta addominale, rendendo la circolazione sanguigna nelle gambe meno efficiente e aumentando la stasi venosa, cioè la minore quantità di sangue che torna verso il cuore. Anche una riduzione dell’attività fisica durante la gravidanza può contribuire a una diminuzione del ritorno venoso. Come alleviare il gonfiore e la stanchezza alle gambe durante la gravidanza È importante intervenire con alcune pratiche per alleviare il gonfiore e la stanchezza alle gambe durante la gravidanza. Di seguito, alcuni consigli:

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Raffreddore: sintomi, cura e prevenzione

Il raffreddore è un’infezione di tipo virale delle alte vie aeree. Il termine scientifico per indicare il raffreddore è rinofaringite acuta e si manifesta con sintomi precisi. Sebbene sia uno dei disturbi più frequenti durante la stagione invernale, è possibile ridurre il rischio di contagio con precauzioni adeguate. Ecco tutto ciò che occorre sapere per riconoscere, gestire e prevenire il raffreddore. I sintomi del raffreddore Le statistiche indicano che gli adulti possono contrarre il raffreddore da 2 a 4 volte all’anno, mentre i bambini possono affrontare fino a 12 episodi annuali. Attraverso un sorprendente calcolo basato esclusivamente sui raffreddori di origine virale, e considerando una media di una settimana per la manifestazione dei sintomi, si potrebbero trascorrere circa cinque anni della nostra vita affetti da raffreddore. È importante notare che oltre alla causa virale, spesso attribuita a una delle oltre 150 specie di Rhinovirus conosciute, è possibile anche sperimentare raffreddori di origine batterica o allergica.I sintomi comunque sono ricorrenti e fra questi annoveriamo:● starnuti frequenti;● naso che cola;● naso chiuso;● mal di gola con pizzicore;● tosse;● mal di testa;● qualche linea di febbre.Il raffreddore si trasmette facilmente sia per via diretta, quindi entrando in contatto con le cosiddette droplets, goccioline microscopiche che il soggetto malato emette durante lo starnuto, il colpo di tosse o semplicemente parlando, oppure per via indiretta, ossia toccando superfici contaminate. Il periodo di incubazione dura fino a 72 ore. Cura Il raffreddore tende a risolversi spontaneamente entro 10 giorni, con complicazioni rare. La terapia sintomatica prevede la somministrazione di farmaci antipiretici o analgesici. Per accelerare la guarigione, è consigliabile adottare alcuni accorgimenti come:● stare a riposo;● evitare il fumo;● utilizzare fazzoletti usa e getta;● umidificare gli ambienti.I lavaggi nasali sono cruciali sia per la prevenzione che per la terapia. I lavaggi aiutano a mantenere le cavità nasali pulite e a prevenire complicazioni come la sinusite. Per effettuare un lavaggio nasale efficace è opportuno utilizzare siringhe apposite e seguire tre semplici step:● inclinare la testa lateralmente verso un lato;● introdurre l’erogatore nella narice opposta al senso dell’inclinazione;● erogare velocemente il liquido in modo che fuoriesca dall’altra narice.Per quanto riguarda le opzioni per la terapia, è possibile optare per soluzioni saline isotoniche predosate in flaconcini oppure una soluzione salina ipertonica, particolarmente efficace in caso di naso chiuso. Sul mercato sono disponibili anche soluzioni arricchite con acque termali.Un’alternativa valida ai tradizionali lavaggi nasali sono le docce nasali, dispositivi che erogano direttamente nelle narici le suddette soluzioni sotto forma di microparticelle, simili al vapore acqueo. Ciò contribuisce a lubrificare il muco e agevolare la sua eliminazione. La doccia Nasale Flaem Rhino Clear Sprint è pratica e comoda da portare sempre con sé, grazie all’alimentazione a batterie. Questo dispositivo risulta particolarmente adatto per i bambini, poiché nella confezione sono inclusi tre adattatori nasali soft-touch adatti a diverse dimensioni delle cavità nasali. Prevenzione Per prevenire il raffreddore, è essenziale rafforzare le difese del sistema immunitario. A scopo preventivo si può utilizzare Bioritmon Immuno Defend 12 Bustine che oltre a lattoferrina, resveratrolo, melatonina e vitamina D, contiene lo zinco che, secondo alcuni studi, potrebbe alleviare i sintomi del raffreddore. Una recente analisi, condotta dall’Università di Singapore, ha infatti rilevato che un’integrazione di zinco somministrata nei primi giorni della manifestazione dei sintomi avrebbe ridotto di almeno due giorni il decorso dell’infezione rispetto alla somministrazione di placebo. Per una prevenzione efficace, è importante, inoltre, seguire buone pratiche igieniche, come lavarsi frequentemente le mani, specialmente in presenza di soggetti contagiosi.

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Stanchezza mentale: cause, sintomi, rimedi ed integratori

Nel periodo di cambio stagionale, possono manifestarsi i classici sintomi della stanchezza mentale. Ma quali sono le cause e rimedi di questa sensazione di affaticamento psico-fisico? In questo articolo, esploreremo le cause, i sintomi, i rimedi e gli integratori utili per affrontare la stanchezza mentale. Quali sono i sintomi della stanchezza mentale? La stanchezza mentale può manifestarsi attraverso diversi sintomi. Tra i più comuni, troviamo sicuramente la sonnolenza costante diurna ed un affaticamento anche a livello muscolare. Si diventa più irritabili e molto spesso non si riesce a trovare e mantenere la concentrazione durante lo studio o il lavoro. I sintomi della stanchezza mentale possono manifestarsi comunque in vari modi, tra cui:● Difficoltà di concentrazione: la stanchezza mentale può ostacolare significativamente la capacità di concentrazione. Manifestandosi attraverso una nebbia mentale, questa difficoltà può rendere complesse attività che solitamente richiedono un’elevata attenzione e focalizzazione. Si potrebbe notare un rallentamento nella risoluzione di problemi e una maggiore propensione a distrarsi. ● Affaticamento Rapido: uno dei segnali più evidenti di stanchezza mentale è l’affaticamento che si insinua più rapidamente del solito. Attività che normalmente non richiedono uno sforzo considerevole possono diventare stancanti, contribuendo a una sensazione di esaurimento precoce. Questo sintomo può compromettere la capacità di svolgere le normali attività quotidiane in modo efficiente. ● Irritabilità: la stanchezza mentale può avere un impatto significativo sull’umore, portando a un aumento dell’irritabilità. Le situazioni che solitamente si affrontano con calma possono diventare fonte di frustrazione e tensione. Questo sintomo non solo influisce sul benessere emotivo ma può anche avere un impatto sulle relazioni personali e professionali. ● Difetto nella Memoria a Breve Termine: La capacità di mantenere informazioni nella memoria a breve termine può essere compromessa dalla stanchezza mentale. Questo si manifesta con difficoltà nel ricordare dettagli recenti, come ad esempio nomi, date o informazioni apprese di recente. Tale sintomo può interferire con le attività quotidiane che richiedono una memoria immediata e un apprendimento continuo. ● Sensibilità Emotiva Aumentata: la stanchezza mentale può amplificare la sensibilità emotiva, rendendo le persone più suscettibili alle reazioni emotive a situazioni apparentemente banali. Ciò può influenzare la gestione dello stress e la tolleranza alle sfide quotidiane, contribuendo a una percezione generale di maggiore pressione emotiva. ● Alterazioni del Sonno: la stanchezza mentale può interagire con il ciclo sonno-veglia, provocando alterazioni del sonno. Si possono sperimentare difficoltà nell’addormentarsi, risvegli notturni frequenti o un sonno non riposante, contribuendo a un circolo vizioso che peggiora la stanchezza complessiva.Riconoscere questi sintomi è fondamentale per adottare strategie efficaci di gestione della stanchezza mentale. Identificare le segnalazioni precoci può permettere di intervenire tempestivamente per prevenire un accumulo di affaticamento mentale e migliorare il benessere complessivo. Le possibili cause della stanchezza mentale La stanchezza mentale può essere scatenata da una varietà di fattori complessi, ognuno dei quali contribuisce al deterioramento delle risorse cognitive e al manifestarsi dei sintomi. Ecco un elenco di quelle che potrebbero essere le principali cause associate alla stanchezza mentale: ● Stress cronico: lo stress cronico è una delle principali fonti di stanchezza mentale. L’esposizione prolungata a situazioni stressanti può innescare una risposta fisiologica che coinvolge il sistema nervoso, producendo livelli elevati di cortisolo, l’ormone dello stress. Questo stato di tensione costante può affaticare il cervello, compromettendo la sua capacità di funzionare in modo ottimale. La gestione efficace dello stress diventa quindi essenziale per prevenire o alleviare la stanchezza mentale. ● Mancanza di sonno: la qualità e la quantità di sonno influiscono direttamente sulle prestazioni cognitive e sullo stato di veglia mentale. Una mancanza cronica di sonno, che può essere causata da abitudini di sonno insalubri, disturbi del sonno o un carico di lavoro eccessivo, può portare a una diminuzione delle prestazioni cognitive e contribuire alla stanchezza mentale. La promozione di abitudini di sonno salutari diventa cruciale per prevenire il deterioramento delle funzioni cognitive. ● Eccessivo carico lavorativo: un carico lavorativo eccessivo rappresenta un altro elemento chiave nelle cause della stanchezza mentale. Sottoporre il cervello a un costante afflusso di informazioni, decisioni e responsabilità può esaurire le risorse cognitive nel tempo. Questo può portare a un aumento della fatica mentale, influenzando negativamente la capacità di pensare chiaramente e di mantenere elevate prestazioni cognitive. La gestione del carico di lavoro e l’adozione di strategie di organizzazione possono contribuire a prevenire l’esaurimento mentale. Riconoscere e affrontare queste cause è fondamentale per la gestione efficace della stanchezza mentale. Una combinazione di strategie di gestione dello stress, promozione del sonno di qualità e equilibrio del carico di lavoro può contribuire significativamente a mantenere la salute mentale e il benessere complessivo. I rimedi alla stanchezza cronica Affrontare la stanchezza mentale richiede una strategia che tenga conto delle diverse dimensioni del benessere mentale e fisico. Il riposo è sicuramente fondamentale per il recupero dell’energia mentale. Garantire un sonno di qualità è un primo passo cruciale per affrontare la stanchezza mentale. Creare un ambiente di sonno rilassante, adottare routine regolari e limitare gli stimoli digitali prima di coricarsi possono favorire un sonno rigenerante. Anche la gestione dello stress è una componente chiave nella lotta contro la stanchezza mentale. Adottare tecniche di gestione dello stress, come la meditazione, lo yoga o la respirazione profonda, può aiutare a ridurre i livelli di stress cronico. Queste pratiche promuovono il rilassamento del corpo e della mente, contribuendo a ripristinare l’equilibrio emotivo e a prevenire l’accumulo di tensione mentale. L’attività fisica e una dieta equilibrata e nutriente sono fondamentali per sostenere la funzione cerebrale e contrastare la stanchezza mentale. Assicurarsi di consumare una varietà di cibi ricchi di omega-3, vitamine del gruppo B e antiossidanti, può contribuire a prevenire la fatica cognitiva. Integratori per la stanchezza cronica Un supporto può essere sicuramente fornito anche dagli integratori alimentari appositamente formulati per apportare le sostanze di supporto al benessere psicofisico. Dai laboratori di ricerca Aboca, nasce Natura Mix Mente 20 Flaconcini Confezione 1+1, una formulazione per rinvigorire la memoria e migliorare le performance cognitive. Contiene Ginko Biloba, Rodiola e Schisandra: mentre il primo agisce sulla funzione cognitiva, la Rodiola e la Schisandra aiutano a sopportare lo

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Esercizi di Kegel contro l’incontinenza urinaria

Con l’avanzare dell’età, o durante la gravidanza, è possibile che si verifichi un rilassamento del pavimento pelvico, causando piccole perdite urinarie. Tuttavia, esistono esercizi che possono essere eseguiti autonomamente per rafforzare i muscoli pelvici e affrontare il problema dell’incontinenza urinaria. Gli esercizi di Kegel costituiscono uno strumento prezioso a disposizione di tutte le donne. Introduzione agli esercizi di Kegel Arnold Kegel, un ginecologo statunitense, riteneva fondamentale rafforzare i muscoli pelvici, sia durante la gravidanza che in altri momenti della vita. Gli esercizi da lui sviluppati hanno dimostrato di essere molto efficaci, soprattutto per l’incontinenza da stress e come ginnastica post-partum. Questo allenamento non è solo utile per prevenire piccole perdite, ma può essere utilizzato anche quando l’incontinenza si è già manifestata. La costanza nell’esecuzione degli esercizi è fondamentale per ottenere risultati. Questo tipo di allenamento prevede l’alternanza tra fasi di contrazione e rilassamento di tutti i muscoli che sostengono l’utero, la vagina, il retto e l’uretra e possono essere eseguiti seduti, in piedi o sdraiati. Molti esercizi possono essere svolti durante le normali attività quotidiane come cucinare o lavorare al PC. Cos’è il pavimento pelvico? Il pavimento pelvico è costituito da muscoli sotto il nostro controllo volontario, noti come muscoli striati. Questa struttura muscolare e legamentosa, con forma romboidale, circonda la parte inferiore del bacino e serve a mantenere nella posizione corretta gli organi come la vescica, l’uretra, il retto, la vagina e l’utero. Quando questi muscoli si indeboliscono, può verificarsi un prolasso, cioè l’abbassamento di alcuni organi uro-genitali. Allenare questi gruppi muscolari non è semplice, proprio perché difficili da coinvolgere tramite gli allenamenti tradizionali. Ecco perché è fondamentale conoscere gli esercizi di Kegel. In gravidanza e dopo la gravidanza Qualche settimana prima del parto è necessario concentrarsi soprattutto sul perineo, che rappresenta la parte più esterna del pavimento pelvico. Durante il parto, infatti, è possibile che si verifichi l’ipertono del pavimento pelvico, ossia un’eccessiva tensione di questi muscoli. Una corretta preparazione può rendere questi muscoli più elastici e il parto meno doloroso. Anche dopo il parto è fondamentale eseguire gli esercizi di Kegel per prevenire episodi di incontinenza urinaria. Avere avuto più gravidanze o un parto in età avanzata potrebbero essere fattori che influiscono sulla persistenza del disturbo per un periodo più lungo. Questo problema, che può durare da qualche settimana a un anno dopo il parto, è completamente risolvibile. L’incontinenza urinaria in menopausa Durante la menopausa, a causa della diminuzione dell’azione degli estrogeni, può verificarsi il lassismo della muscolatura e dei legamenti del pavimento pelvico. In questi casi si possono verificare perdite urinarie di diversa entità. Per prima cosa occorre consultare uno specialista per adottare la migliore terapia in base al caso clinico. Inoltre, è possibile migliorare la propria alimentazione. Ad esempio, sarebbe opportuno evitare l’assunzione di alcolici, perché favoriscono la disidratazione ed aumentano la quantità di urina. Allo stesso modo, cibi piccanti o molto speziati possono irritare la vescica. Infine, l’allenamento, attraverso gli esercizi di Kegel, può risolvere la maggior parte dei casi di incontinenza lieve. Come si svolgono gli esercizi di Kegel L’allenamento con gli esercizi di Kegel richiede una costante dedizione ed è consigliato svuotare preventivamente la vescica, vediamolo nel dettaglio:● stando seduti, contrarre i muscoli della zona pelvica e trattenere la contrazione per 5 secondi. Rilassare per altri 10 secondi e contrarre nuovamente. Si possono fare almeno 15 ripetizioni alla volta;● un altro esercizio consiste nell’eseguire rapide contrazioni dei muscoli interessati;● Posizione supina e braccia lungo i fianchi. Portare le ginocchia verso il petto e inspirare, contraendo i muscoli del pavimento pelvico. Quando si espira, rilassare anche i muscoli. Alternare sempre 5 secondi di contrazione e 10 di rilassamento. Solitamente vengono suggerite 3 sessioni da 5 contrazioni.Questi esercizi possono essere svolti anche più volte al giorno. La costanza è fondamentale perché i risultati potrebbero già vedersi dopo 4 o 6 settimane di allenamento. Con meno frequenza, solo una volta a settimana, si può effettuare il seguente esercizio: provare ad interrompere la minzione, bloccando il flusso d’urina. Non bisogna compierlo con maggior frequenza poiché potrebbe indurre cistite. Oltre che a corpo libero, questi esercizi si possono eseguire anche con l’ausilio delle cosiddette sfere di Kegel, sfere vaginali che aumentano la resistenza muscolare durante gli esercizi e pertanto rendono più efficaci gli allenamenti. Oltre agli esercizi di Kegel In molte strutture sanitarie, vengono svolti veri e propri percorsi riabilitativi del pavimento pelvico, spesso utilizzando l’elettrostimolazione TENS. Questa terapia è indicata nei casi in cui non si riescano a contrarre volontariamente i muscoli del pavimento pelvico. Inoltre, la TENS si è dimostrata efficace nel alleviare i dolori in caso di vulvodinia o dolore pelvico cronico. Sentiti sicura con gli assorbenti di ultima generazione La ricerca ha compiuto notevoli progressi e grazie ai nuovi materiali, è possibile condurre una vita serena anche in presenza di incontinenza urinaria. Serenity è leader nel settore degli assorbenti e dei pants per le perdite urinarie. Scorrendo il catalogo della nostra farmacia troverai una gamma completa per tutti i tipi di perdite. Per le piccole perdite, Serenity Assorbente Anatomico Mini garantisce una completa tenuta fino a 10 ore con un sistema apposito per neutralizzare gli odori e con l’aggiunta di aloe per proteggere la pelle da irritazioni. Per un’ incontinenza urinaria più grave, Serenity SoftDry Sensitive Pants si indossano comodamente come delle mutandine e consentono di condurre una vita attiva senza rinunce. I pants Serenity hanno un tampone altamente assorbente e un sistema per il controllo degli odori. L’aggiunta di aloe e vitamina E nello strato a contatto con la pelle previene arrossamenti e irritazioni. Inoltre, i pants Serenity sono realizzati con materiali traspiranti, quindi non causano problemi alla pelle.

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Gli strumenti indispensabili per l’autonomia dopo gli 80 anni

L’autonomia è fondamentale a qualsiasi età, ma con il passare del tempo, diventa sempre più difficile svolgere da soli alcune pratiche quotidiane, anche tra le più semplici. Superata la soglia degli 80 anni, anche solo infilare un paio di collant potrebbe risultare un’operazione faticosa. Fortunatamente però, laddove non ci siano particolari patologie, si può ricorrere a semplici ausili che facilitano la vita delle persone anziane, rendendole indipendenti e sicure di poter vivere in completa autonomia. Scopriremo come l’utilizzo di alcuni strumenti può fare la differenza nella vita quotidiana delle persone anziane. Portapillole ed App per farmaci Andando avanti con l’età, ricordarsi di prendere con regolarità alcuni medicinali può essere molto spesso difficoltoso. Una possibile soluzione, soprattutto quando è prevista un’assunzione di più compresse o capsule durante il giorno, è sicuramente il portapillole con scomparti individuali. Questi oggetti sono ideali anche per terapie che richiedono programmazioni settimanali, in quanto si dividono in scomparti estraibili, uno per ogni giorno della settimana e per le varie fasce orarie (mattino, mezzogiorno, pomeriggio e sera) come il modello X4 Easy – Gima.Inoltre, per ricordarsi di prendere il farmaco, si possono scaricare delle App organizer con un richiamo sonoro per quando è prevista l’ora di assunzione della pillola. Uno studio australiano del 2019 ha dimostrato come, dopo un periodo di apprendimento del funzionamento di un’App per farmaci, l’aderenza ai farmaci (ossia seguire le indicazioni mediche su una terapia) fosse notevolmente migliorata. Ausilio per infilare le calze o le collant Anche infilare un paio di calze potrebbe essere un’ardua impresa se, ad esempio, la schiena è dolente e non si ha più una buona manualità. Soprattutto nel caso di calze molto rigide a compressione graduata, risulta difficile esercitare la forza necessaria per allargare la calza ed indossarla. Esistono però degli ausili pensati proprio per ovviare a questo problema. Un esempio sono calzanti e infila calze, come il calzascarpe Calza la Calza®, che consentono di infilare calze da uomo e da donna con facilità, grazie alla struttura del calzante e alla pratica impugnatura. Sono inoltre disponibili degli speciali guanti da indossare quando si devono infilare calze come quelle a compressione graduata. Questi guanti creano un grip con il tessuto in modo che l’anziano possa indossare le proprie calze senza che scivolino dalle mani. Bastone da Passeggio con Supporto Ergonomico Per permettere una maggiore sicurezza durante le camminate o i semplici spostamenti, un bastone da passeggio con supporto ergonomico può fornire maggiore stabilità e supporto durante la deambulazione. I bastoni da passeggio sono solitamente dotati di una presa comoda e offrono un sostegno extra per le persone anziane con problemi di equilibrio o fragilità. Alcuni di questi strumenti sono anche dotati di luce a led, utile in qualsiasi momento della giornata. Sono leggeri e regolabili e consentono una camminata sicura e confortevole. Pinze telescopiche e Poltrone elevabili Anche le pinze prensili telescopiche sono perfette per gli anziani e le persone che hanno difficoltà nei movimenti. Sono molto utili per svolgere le mansioni di tutti i giorni, come prendere o spostare oggetti che risultano essere troppo lontani. Questi strumenti, se dotati di calamita e testa orientabile, permettono anche di attirare oggetti metallici anche se molto piccoli.Tra gli strumenti più utili troviamo anche le poltrone elevabili che possono essere un valido aiuto nel caso l’anziano abbia qualche problema di deambulazione. Grazie anche alla vasta gamma di colori disponibili, queste poltrone sono facilmente collocabili in diversi tipi di ambienti. Inoltre, è prevista l’applicazione dell’IVA al 4% agevolata su questa spesa per le persone con disabilità. Strumenti di telesoccorso Infine, i dispositivi di telesoccorso sono strumenti tecnologici progettati per fornire assistenza immediata in caso di emergenza o bisogno di aiuto. Sono particolarmente utili per le persone anziane che vivono da sole, consentendo loro di affrontare situazioni di particolare emergenza in modo rapido ed efficace.Tipicamente, un dispositivo di telesoccorso è dotato di un pulsante di allarme, che una volta premuto, attiva un segnale che avvisa i familiari o gli assistenti. Un esempio di queste tipologie di dispositivi è il MyoSOS Allarme SOS, dotato di SIM, localizzatore e gestibile da applicazione. Grazie a questi ausili è quindi possibile localizzare l’utente in caso di bisogno e ciò può essere particolarmente utile se la persona anziana si allontana dalla propria abitazione o si perde.Per ogni consiglio o ausilio per il tuo caro over 80, il servizio clienti di Tecnomedicalstore sarà a tua disposizione. Non esitare a contattarci anche per ordini telefonici al numero 3663101791

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Farmaci immunostimolanti: cosa sono e a cosa servono

Nel vasto panorama dei farmaci e delle terapie mediche, i farmaci immunostimolanti giocano un ruolo essenziale nel migliorare e potenziare il nostro sistema immunitario. L’Istituto Superiore di Sanità fornisce una chiara spiegazione dei farmaci immunostimolanti. Questi farmaci sono sostanze in grado di potenziare l’azione del sistema di difesa del nostro organismo, noto come sistema immunitario, al fine di aumentare la capacità di combattere infezioni e malattie, compresi i tumori. Possiamo concepire il sistema immunitario come una complessa armata difensiva composta da organi, cellule e sostanze che ci proteggono da potenziali agenti patogeni, che vanno dall’influenza comune alle cellule tumorali.È importante distinguere tra farmaci immunostimolanti e gli integratori o rimedi fitoterapici che promuovono le difese immunitarie. Nel primo caso, si tratta di principi attivi di sintesi che possono essere prescritti solo da medici e vengono utilizzati anche per il trattamento di alcuni tumori. Gli integratori immunostimolanti, invece sono particolarmente utili per prevenire le tipiche malattie invernali. In questo articolo, ci concentreremo sui secondi, ossia degli integratori che rafforzano le difese immunitarie. Tipi di farmaci Immunostimolanti Gli immunostimolanti naturali Gli integratori e i rimedi naturali noti come immunostimolanti, spesso identificati come adattogeni, svolgono un ruolo fondamentale nel controllo dello stress psicofisico e nel potenziamento del sistema immunitario. Ma cosa contengono tipicamente gliintegratori immunostimolanti? ● Zinco: questo minerale è noto per il suo ruolo nel potenziare il sistema immunitario, favorendo la crescita delle cellule immunitarie e la produzione di anticorpi. Inoltre, lo zinco ha effetti positivi su unghie, capelli e denti;● Resveratrolo: questa sostanza, presente nella vite e in alcune bacche come le more, è un fenolo con proprietà antiossidanti che protegge il corpo dai danni dei radicali liberi e fornisce una difesa contro batteri e altri patogeni;● Lattoferrina: questa glicoproteina, spesso presente nel colostro del latte materno, ha numerosi benefici per il corpo. Tra le sue azioni benefiche, vi è il trasporto del ferro nel sangue e la prevenzione dell’attacco virale alle cellule ospiti, ostacolando così l’insorgenza di infezioni.● Quercetina: questo flavonoide, presente in verdure, frutta e piante come il sambuco, i capperi e le cipolle, dispone di proprietà antiossidanti che contrastano l’invecchiamento precoce e le infiammazioni. La quercetina è stata oggetto di varie ricerche per la sua potenziale azione antivirale, soprattutto nelle infezioni delle vie respiratorie.● Vitamina D: conosciuta principalmente per il suo ruolo nella salute ossea, la vitamina D ha dimostrato di influenzare in modo positivo il sistema immunitario, soprattutto stimolando l’attività dei linfociti T, le cellule responsabili di riconoscere e combattere agenti patogeni. Questa correlazione è stata confermata da uno studio condotto nel 2010 dall’Università di Copenaghen pubblicato sulla rivista Nature Immunology;● Vitamina C: questo potente antiossidante protegge le cellule dai danni causati dai radicali liberi. Le piante dalle proprietà immunostimolanti Tra le piante con proprietà immunostimolanti, spicca l’echinacea, che agisce sul sistema immunitario responsabile della fagocitosi degli agenti patogeni, contribuendo anche a ridurre la durata delle infezioni come febbre e raffreddore. Tra le piante benefiche troviamo anche:● Uncaria, pianta tipica delle foreste tropicali, ricca di alcaloidi pentaciclici che stimolano la produzione di linfociti B e T.● Rosa Canina, che contiene vitamina C● Astragalo, noto per facilitare la proliferazione dei linfociti e ridurre gli effetti immunosoppressori di alcune terapie cliniche, come la chemioterapia. Nonostante siano rimedi naturali, è essenziale consultare un medico prima di utilizzarli, così da seguire consigli specifici sulle dosi raccomandate. Scelta degli integratori per il sistema immunitario Chiarita la distinzione tra farmaci immunostimolanti e integratori per il rinforzo delle difese immunitarie, suggeriamo alcuni prodotti di alta qualità disponibili:

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Brufoli: gli errori da evitare

I brufoli, si sa, possono apparire in qualsiasi momento, influenzando la nostra autostima e causando disagio. Quando notiamo sul nostro viso un piccolo arrossamento o un puntino bianco, alcuni di noi si armano di dentifricio, fondotinta o correttore per poterlo nascondere, mentre altri non resistono alla tentazione di schiacciarlo.Tuttavia, è importante essere consapevoli che davanti ai brufoli, spesso, commettiamo degli errori che dovrebbero essere evitati. In questo articolo, esamineremo alcuni dei comportamenti da evitare quando ci si trova di fronte ai brufoli. Errori comuni nella Cura dei Brufoli Toccare troppo il viso Quante volte le nostre mamme o nonne ci hanno redarguito perché continuavano a tormentarci il viso ed i brufoli? Ebbene, le mamme e le nonne non sbagliano: come ricordano i dermatologi, l’acne ha una componente batterica significativa, toccare di frequente le varie zone del viso potrebbe diffondere i batteri, causando la comparsa di nuovi brufoli. Schiacciare o Spremere i Brufoli Il desiderio istintivo di schiacciare o spremere i brufoli può essere irresistibile, ma è uno dei peggiori errori che si possano fare. Questa pratica può portare a infezioni, cicatrici permanenti e addirittura a un peggioramento dei brufoli stessi. È fondamentale resistere alla tentazione e lasciare che i brufoli seguano il loro corso naturale o trattarli in modo appropriato. Usare il dentifricio per seccare i brufoli Il ricorso al dentifricio per curare l’acne è una vera e propria leggenda metropolitana, come spiegato dall‘Istituto Superiore di Sanità, il dentifricio non è un rimedio efficace per curare i brufoli. L’applicazione del dentifricio su un brufolo può temporaneamente causare una sensazione di bruciore o freschezza, tuttavia, può contribuire ad aumentare l’irritazione se applicato su pelle già irritata dall’acne. Pertanto, l’uso del dentifricio per trattare i brufoli è un errore che va assolutamente evitato. Il sapone allo zolfo per i brufoli Un altro rimedio naturale al quale si attribuiscono proprietà miracolose contro l’acne è il sapone allo zolfo. Lo zolfo è un minerale noto per le sue proprietà antinfiammatorie ed antibatteriche, che sembrerebbero perfette per combattere l’acne. Tuttavia, l’uso frequente del sapone allo zolfo può avere effetti controproducenti, poiché si tratta comunque di un’infezione che può causare secchezza cutanea o addirittura ispessimento dell’epidermide. Inoltre, molte formulazioni contengono ingredienti ad azione antisettica, come l’acido salicilico, che potrebbe risultare aggressivo per alcuni tipi di pelle. Non curare l’alimentazione Raramente, si tiene conto del legame tra alimentazione e acne, ma in realtà, la dieta gioca un ruolo fondamentale nel gestire brufoli e comedoni. Secondo la Fondazione Veronesi, il regime alimentare migliore per combattere l’acne è la dieta mediterranea, ricca di verdura, frutta, legumi e pesce. D’altro canto, è consigliabile evitare il consumo di latte vaccino e prodotti caseari, poiché contengono leucina, un amminoacido che sembra stimolare l’azione di un gruppo di enzimi noti come “mTORC1”, che a loro volta potrebbero favorire l’acne. È anche importante fare attenzione ai cibi ad alto indice glicemico, come le patate bollite, il riso e i carboidrati in quanto possono aumentare i livelli di zucchero nel sangue, portando a una maggiore produzione di insulina, che a sua volta può contribuire all’iperproduzione di sebo. Infine, anche gli acidi grassi trans presenti in alimenti come dadi, margarine, panature o burro possono danneggiare la pelle acneica. Detergenti o scrub fai da te contro i brufoli Fra i rimedi fai da te per combattere i brufoli che hanno riscontrato più successo negli ultimi tempi, citiamo il bicarbonato o gli scrub a base di succo di limone e sale. Tuttavia, è importante notare che in nessuno di questi casi è stata dimostrata scientificamente un’efficacia positiva o curativa sull’acne. Al contrario, come ammonisce l’Istituto Superiore di Sanità, l’utilizzo di questi prodotti, sebbene naturali, potrebbe rivelarsi aggressivo sulla pelle e causare arrossamenti, screpolature ed irritazioni.Per chi ha la pelle acneica, è altamente consigliato consultare un dermatologo e affidarsi a prodotti di comprovata qualità. Oggi esistono detergenti, solari e altri prodotti cosmetici specifici per pelli grasse e a tendenza acneica. Un esempio è il detergente Avène Cleanance Gel Detergente, un detergente leggermente schiumogeno altamente tollerato dalla pelle, che svolge una tripla azione: • detergente per una pulizia efficace;• opacizzante grazie al complesso brevettato Comedoclastin;• seboregolatrice grazie all’estratto di cardo mariano, che contribuisce a ridurre l’eccesso di sebo. Questo gel detergente è privo di sapone e sfrutta le virtù lenitive dell’acqua termale Avène. Per le pelli a tendenza acneica è inoltre importante applicare sempre la crema solare, Rilastil Acnestil Crema Sebo Normalizzante Solare SPF 50+ Viso, è una crema ad alta protezione, con l’aggiunta di attivi come l’Azeloglicina e la Niacinamide, che aiutano a controllare l’eccessiva produzione di sebo. Per le pelli più sensibili con predisposizione acneica, sono disponibili prodotti specifici come la linea DermoPurifyer di Eucerin. Questa linea comprende una varietà di prodotti, tra cui detergenti, opacizzanti, scrub, e protezioni solari, appositamente formulati per affrontare le esigenze di questo tipo di pelle. Tra le protezioni ai raggi solari troviamo Eucerin Dermopurifyer Oil Control SPF 30 Fluido Protettivo 50ml, Fluido protettivo che protegge dalla formazione delle macchie post acne e ne previene la ricomparsa.Fra gli ingredienti chiave della formulazione DermoPurifyer, troviamo l’Acido Salicilico, che agisce come agente antisettico, il Licocalcone A, noto per le sue proprietà antinfiammatorie che aiutano a lenire il rossore, e il Thiamidol, un brevetto Eucerin che contribuisce a ridurre le macchie post-acneiche.Uno dei prodotti della linea, il gel Eucerin DermoPurifyer Oil Control Gel Detergente, è particolarmente adatto alle pelli più sensibili con tendenza acneica. Questo gel detergente è progettato per pulire in profondità i pori e per contrastare la proliferazione dei brufoli. Della stessa linea troviamo anche Eucerin Dermopurifyer Oil Control Siero Tripla Azione 40ml un siero dall’azione anti-macchie, anti-imperfezioni e anti-lucidità.

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Fermenti Lattici: un aiuto per il benessere mentale

La depressione è una problematica di salute mentale che colpisce milioni di persone in tutto il mondo. La ricerca scientifica continua ad esplorare nuovi approcci per il trattamento della depressione, e uno di questi riguarda l’uso dei fermenti lattici. In questo articolo, esamineremo recenti studi che hanno rivelato alcune interessanti connessioni tra i fermenti lattici e la depressione. Scopriremo quali microrganismi amici dell’intestino potrebbero offrire nuove speranze per alleviare i sintomi di chi soffre di depressione. I Benefici dei Fermenti Lattici Da qualche anno a questa parte si è scoperta l’importanza del microbiota intestinale, un insieme di batteri e microrganismi che contribuiscono a regolare la composizione del nostro intestino, aiutando a mantenerlo in salute. Uno squilibrio nel microbiota intestinale, con prevalenza di batteri o funghi nocivi, può causare una condizione chiamata di disbiosi. Questa alterazione della flora intestinale può causare colite, stipsi, https://www.tecnomedicalstore.it/lactoflorene-plus-7-flaconcini-10ml/alitosi, flatulenza e può anche avere effetti sulla digestione. Recenti studi hanno associato uno squilibrio nel microbiota intestinale anche ai disturbi dell’umore, compresa la depressione. I fermenti lattici, infatti, possono influenzare positivamente la produzione di neurotrasmettitori nel cervello, alcuni di essi, come il GABA (acido gamma-amminobutirrico), possono avere un effetto calmante e aiutare a ridurre l’ansia e la depressione. Il Recente Studio sui Fermenti Lattici e la Depressione I fermenti lattici e la depressione post-partum Nel 2019, uno studio neozelandese dell’Università di Auckland, ha rilevato un effetto benefico del fermento Lactobacillus rhamnosus HN001 sui sintomi della depressione post-partum. Il campione selezionato dagli scienziati comprendeva ben 423 donne tra la quattordicesima e la sedicesima settimana di gestazione. Hanno creato due gruppi: al gruppo A hanno fatto assumere il fermento Lactobacillus rhamnosus HN001 fino a sei settimane dopo il parto, al gruppo B è stato somministrato un placebo. Gli stati depressivi post-partum sono stati valutati secondo la Edinburgh Postnatal Depression Scale, un sistema metrico largamente accettato ed utilizzato in medicina. Dopo 2 anni, lo studio ha rilevato che, mentre nel gruppo che aveva assunto il placebo, ben 55 mamme avevano sviluppato sintomi depressivi, nel gruppo A, che aveva assunto il probiotico, solo 33 donne avevano manifestato disturbi umorali. Gli scienziati hanno spiegato che i probiotici agiscono sul meccanismo di produzione della serotonina, conosciuta comunemente come ormone della felicità. I fermenti lattici probiotici aiutano a rafforzare l’efficacia degli antidepressivi Uno studio ancora più recente, pubblicato sulla rivista scientifica JAMA Psychiatry lo scorso 14 giugno, avrebbe dimostrato un effetto benefico dato dalla somministrazione di 14 probiotici su pazienti affetti da depressione, in cura con antidepressivi. Gli scienziati dell’Institute of Psychiatry, Psychology & Neuroscience (IoPPN) del King’s College London hanno coinvolto nella ricerca 49 persone a cui era stata diagnostica la depressione e non rispondevano completamente al trattamento con gli psicofarmaci. Anche in questo caso, sono stati creati due gruppi: mentre 24 persone hanno ricevuto un placebo, gli altri pazienti hanno assunto una miscela di 14 ceppi di fermenti lattici. A partire dalla quarta settimana di trattamento, il gruppo trattato con i probiotici ha dimostrato miglioramenti significativi dei sintomi.Lo stretto legame intestino-cervello è oggetto d’interesse da parte di molti istituti di ricerca, ciò che finora è appurato è l’effetto benefico dei fermenti lattici sullo stato di salute in generale.L’equilibrio della flora batterica può essere turbato da molti elementi: la somministrazione di antibiotici, lo stress e un’alimentazione non corretta sono tra i fattori più comuni. È pertanto opportuno assumere integratori di fermenti lattici, sempre su consiglio e parere del medico curante.Ci sono numerosi integratori di fermenti lattici disponibili, ad esempio Lactoflorene Plus, che contiene 4 ceppi di probiotici fra cui il Lactobacillus acidophilus, LA-5® e altri due gruppi con funzioni diverse: il primo, L. CASEI 431 colonizza il primo tratto delle pareti intestinali, dove l’ambiente è di tipo acido, mentre il secondo, Bifidobacterium, BB12, è attivo nell’ultimo tratto dell’intestino, quello del colon dove l’ambiente è basico. Contiene anche un ceppo cosiddetto “di transito” ossia il Bacillus coagulans BC513, che non colonizza l’intestino ma è attivo nel suo passaggio, agevolando invece lo sviluppo degli altri tre ceppi. Integratori di questo tipo risultano completi proprio perché, oltre ai probiotici, hanno anche Vitamine del gruppo B, che favoriscono il metabolismo energetico, Zinco, un minerale che potenzia il sistema immunitario e fibre prebiotiche che sono “Il cibo” dei batteri amici.Quando si parla di probiotici, si sente spesso parlare di fermenti lattici vivi. L’integratore Prolife forte è il primo prodotto ad aver ottenuto la Certificazione di Vitalità Probiotica. Prolife Forte contiene 10 ceppi di fermenti lattici e vitamine del gruppo B. Enterolactis Bevibile 12 Flaconcini 10ml invece, è costituito da fermenti lattici vivi di origine umana, in grado di riequilibrare rapidamente la composizione della flora intestinale alterata.Soprattutto durante i cambi di stagione ed in preparazione dei primi malanni autunnali, è importante mantenere l’eubiosi intestinale e la flora batterica amica.

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