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Acqua micellare o latte detergente: ecco come scegliere la miglior soluzione secondo il tipo di pelle

Il demaquillage è un passaggio obbligato quando ci si trucca con acqua micellare o latte detergente o altri prodotti alternativi. Prima di andare a letto, è fondamentale rimuovere completamente il trucco e poi detergere il viso per poter applicare eventuali creme notte. Durante la notte, infatti, la pelle si rigenera ed è fondamentale evitare che i pori siano ostruiti da fondotinta, blush o terra. Inoltre, è importante rimuovere il trucco degli occhi con estrema cura, poiché durante la notte alcune particelle potrebbero entrare negli occhi e causare irritazioni e arrossamenti. Ma qual è il prodotto da scegliere? Orientarsi fra le numerose proposte di struccanti per il viso può essere davvero un’impresa ardua, considerando le diverse texture, formulazioni e livelli di detergenza disponibili. In questo articolo, riportiamo una breve guida per selezionare il prodotto più adatto ai vari tipi di pelle. Il latte detergente Il latte detergente è una delle formulazioni più antiche nella cosmetologia. Non solo è utilizzato per rimuovere il trucco, ma anche per eliminare le cellule morte, lo smog e le impurità che si accumulano sulla pelle nel corso della giornata. Il latte detergente pulisce il viso per affinità, il che significa che, essendo una sostanza grassa ricca di lipidi, cattura le impurità all’interno delle proprie molecole. Il latte e le impurità devono poi essere rimossi mediante l’uso di un classico dischetto in cotone idrofilo o mediante il risciacquo. Il latte detergente deve sempre essere risciacquato, poiché la sua formula ricca e nutriente potrebbe occludere i pori. Questo lo rende adatto anche alle pelli ipersensibili e, se dichiarato sulla confezione, può essere un ottimo prodotto per rimuovere il trucco waterproof e a lunga durata. Ombretti, rossetti, mascara e fondotinta di questo tipo sono solitamente progettati per resistere all’acqua e sono liposolubili, ovvero si sciolgono in presenza di sostanze oleose. Inoltre, oltre alla classica consistenza simile al latte, il latte detergente può assumere diverse texture:● Oleolatte: il classico latte arricchito con oli naturali come l’olio di mandorla o di cocco, per offrire un ulteriore livello di idratazione e nutrimento alla pelle.● Latte e tonico 2 in 1: ideale per chi cerca praticità, unisce due prodotti detergenti e non richiede il risciacquo.● Crema detergente: con una consistenza più densa e applicabile anche con le dita. Ad esempio Bionike Defence Crema Detergente Struccante 400ml deterge e rimuove anche il trucco waterproof, arricchito con pantenolo per migliorare l’idratazione della pelle. Tuttavia, è importante risciacquare dopo l’applicazione. L’Acqua Micellare L’acqua micellare rappresenta sicuramente lo struccante delle nuove generazioni e offre numerosi vantaggi:● Non richiede acqua né risciacquo: è estremamente comoda, specialmente quando si è di fretta o si desidera una pulizia rapida.● Texture leggera e fresca: spesso ha una forma liquida, rendendola piacevole da applicare.● Adatta a tutti i tipi di pelle, comprese quelle grasse e ricche di sebo.L’acqua micellare, come suggerisce il nome, è composta da acqua e micelle. Queste ultime sono costituite da molecole aggregate di tensioattivi in grado di rimuovere sia le impurità solubili in acqua sia quelle solubili in sostanze grasse. L’acqua micellare è quindi composta da una parte idrofila e una parte lipofila. Questo prodotto unico è in grado di eliminare ogni traccia di trucco con un solo passaggio di un dischetto imbevuto. Tuttavia, è importante sottolineare che, contrariamente a un classico luogo comune, l’acqua micellare non può sostituire il tonico. Il risciacquo, invece, non è richiesto, il che è particolarmente vantaggioso per coloro che hanno un’acqua del rubinetto particolarmente dura o calcarea, evitando così che la pelle del viso di disidrati. Struccante bifasico Lo struccante bifasico è riconoscibile per la sua divisione in due parti: una di natura oleosa e una di natura acquosa. È particolarmente indicato per rimuovere il make up più resistente come quello waterproof. Per utilizzarlo, è necessario agitarlo energicamente per creare una soluzione omogenea. Oltre a rimuovere il trucco, svolge anche un’azione emolliente. Lo struccante bifasico è particolarmente indicato per eliminare mascara, ombretto e eyeliner. Gel detergenti e schiumogeni A prima vista, i gel detergenti schiumogeni potrebbero sembrare più aggressivi rispetto ai prodotti precedenti, ma è importante notare alcune differenze. Fino a qualche anno fa, in commercio si trovavano gel molto schiumogeni grazie all’azione di tensioattivi, e venivano considerati adatti solo per pelli grasse o acneiche per la loro funzione purificante. Tuttavia, oggi esistono tensioattivi naturali molto delicati e rispettosi della pelle, estratti da cocco o grano. La schiuma che producono è molto fine e leggera rispetto a quella dei prodotti contenenti tensioattivi di sintesi.Ad esempio, lo Struccante e gel detergente Rêve de Miel di Nuxe, con un indice di naturalità del 93%, produce una schiuma leggera e consente di rimuovere il trucco e allo stesso tempo di lenire la pelle del viso con un solo gesto. Il rito coreano della doppia detersione Come è noto, la skincare coreana ha guadagnato grande popolarità negli ultimi anni, diventando una tendenza globale. La doppia detersione è un rituale quotidiano fondamentale per le donne coreane e consiste in due fasi. Il primo passo prevede l’applicazione di un prodotto a base oleosa che rimuove il trucco e le impurità per affinità, poiché ha la stessa massa matrice e lipidica di questi. In questo caso, si potrebbe optare per Rilastil Xerolact Olio Detergente 750 Ml, che non solo deterge ma ripristina anche il film idrolipidico protettivo della pelle. Il secondo passo è la pulizia contrastante tramite un detergente schiumogeno che, una volta risciacquato, lascia la pelle completamente pulita anche in profondità, pronta per l’applicazione di creme e sieri. Solitamente, la doppia detersione viene effettuata una volta al giorno. Alla sezione “Dermocosmesi viso” di Tecnomedicalstore troverai una selezione di detergenti viso di marchi affidabili e come Avène, Nuxe, Rilastil o Bionike per aiutarti a prenderti cura della tua pelle nel migliore dei modi.

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Dieta: gli errori da evitare

Mantenere uno stile di vita sano attraverso una dieta equilibrata è fondamentale per il benessere complessivo. Per dieta si intende un regime alimentare controllato, che mira non solo al controllo del peso, ma anche al miglioramento del benessere fisico generale. Questo approccio è particolarmente importante anche per coloro che affrontano problematiche di salute o patologie, come nel caso delle diete a basso contenuto di sodio o quelle per l’ipertensione.Tuttavia, spesso incorriamo in errori comuni, specialmente quando cerchiamo di perdere i chili di troppo, che possono ostacolare i nostri sforzi. Consultare un medico nutrizionista esperto rappresenta un’ottima soluzione per evitare drastiche restrizioni o regimi alimentari monotoni che potrebbero avere effetti controproducenti, come improvvisi attacchi di fame o rallentamenti del metabolismo. Quando ci mettiamo a dieta, tendiamo a commettere alcuni errori che dovremmo evitare.Esaminiamo insieme i 5 tipici errori in cui sistematicamente incorrono coloro che intraprendono un percorso di dimagrimento, secondo quanto riportato dalla Scuola di Medicina di Harvard. Pensare di eliminare completamente alcuni alimenti dalla propria dieta è fortemente sconsigliato, a meno che non vi siano particolari patologie in gioco. Secondo la dottoressa Kathy McManus, direttrice del Dipartimento di Nutrizione presso l’ospedale affiliato a Harvard, il Brigham and Women’s Hospital, adottare un approccio eccessivamente restrittivo può ostacolare una visione a lungo termine. Il piano alimentare che si sceglie di seguire non dovrebbe essere considerato una corsa veloce, bensì una maratona: rappresenterà il tipo di alimentazione che manterremo nel tempo.Come sottolineato anche dall’American Heart Association, è possibile concedersi di consumare qualche quantità di zucchero all’interno della dieta; è importante non superare l’apporto di 24 grammi al giorno per la maggior parte delle donne e 36 grammi per gli uomini. Evitare completamente tutti i tipi di grassi non è consigliabile. Naturalmente, è necessario eliminare dalla propria alimentazione i grassi trans artificiali, come oli vegetali o estratti dal pesce, grassi idrogenati utilizzati nei prodotti confezionati, a lunga conservazione. Questi grassi trans sono presenti, ad esempio, in cracker, grissini, merendine, salse e patatine prefritte.I grassi trans artificiali possono abbassare i livelli di colesterolo “buono” (HDL) e, contemporaneamente, aumentare i livelli di colesterolo “cattivo” (LDL).Sebbene sia vero che i grassi contengono più calorie rispetto ai carboidrati e alle proteine, i grassi insaturi non solo abbassano i livelli di LDL, ma sono anche importanti per sostenere la salute cardiovascolare. Pertanto, dovremmo mantenere alcuni tipi di grassi nella nostra dieta, come l’olio di oliva, il salmone, l’avocado e le noci. Uno degli errori che potremmo commettere quando ci prepariamo a seguire una dieta, è acquistare cibi non adatti ad un regime ipocalorico e conservarli in dispensa. Ecco perché anche il nutrizionista statunitense, il dottor Shapiro, che ha seguito il regime alimentare dei Vigili del Fuoco e della Polizia, suggerisce di fare una scelta consapevole dei cibi già durante la spesa al supermercato. Consumare cibo durante le ore notturne può portare all’aumento di peso, poiché il metabolismo rallenta durante la notte. È consigliato quindi, consumare cibo durante le ore diurne e mangiare durante la giornata ad orari prefissati in modo da bruciare le calorie introdotte. Un aiuto per bruciare i grassi ci viene fornito da alimenti preziosi come caffè e tè verde oppure da frutti come la Garcinia .Accorrono in nostro soccorso anche prodotti specifici come XLS Bruciagrassi. Questi integratori alimentari comprendono ingredienti come estratto di caffè, tè verde, Garcinia Cambogia e Banaba, una pianta fiorita originaria del Sud-Est asiatico che ha dimostrato una grande efficienza nel ridurre i livelli di zuccheri nel sangue. Inoltre, il Tè verde è un ottimo antiossidante per prevenire l’azione dei radicali liberi. Fra gli integratori per l’assorbimento dei grassi di ultima generazione, troviamo Kalory Emercency 1000 da Esi. La formulazione è innovativa: oltre al Cromo che interviene sul metabolismo dei macronutrienti e contribuisce a mantenere sotto controllo i livelli di glucosio nel sangue, contiene il Nopal che riduce l’assorbimento dei grassi e degli zuccheri e limita l’apporto calorico dei cibi anche grazie alla quantità di fibre di cui è ricco. Inoltre, la presenza del finocchio fra gli ingredienti assicura un effetto drenante e sgonfiante, favorendo anche una corretta digestione. Tenere un diario alimentare può comportare diversi vantaggi. Per prima cosa aumenta la consapevolezza di quanto e cosa mangiamo, inoltre può aiutare a capire quale combinazione di cibi sia più proficua in termini di risultati. Drenare aiuta a dimagrire Per rendere ancora più efficace un regime ipocalorico, si può abbinare anche un’azione drenante dei liquidi in eccesso. Molto spesso il grasso addominale, infatti, è costituito da liquidi. Integratori come Lynfase Fitomagra aiutano a migliorare la circolazione venosa e linfatica, promuovendo l’eliminazione dei liquidi in eccesso tramite la diuresi. Contengono anche ingredienti depurativi come il Tarasacco, Orthosiphon o la Verga d’oro, in modo da stimolare l’eliminazione di tossine ed impurità.

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Epicondilite (gomito del tennista): cos’è e come si cura

L’epicondilite, comunemente nota anche come “gomito del tennista”, è una patologia infiammatoria dell’inserzione del tendine nell’epicondilo, una protuberanza ossea nell’area del gomito. Su questo osso, che sporge al termine dell’omero, poggiano i muscoli estensori di polso e avambraccio ed un fascio di tendini. Quando la zona di polso ed avambraccio vengono sollecitate da movimenti ripetitivi, come accade nel gioco del tennis, può verificarsi uno stato flogistico dei tendini e delle loro inserzioni nell’epicondilo, provocando dolore e difficoltà di movimento. Questo stato è ricorrente anche in chi compie sforzi intensi come ad esempio i traslocatori o i fattorini. Non sempre occorre ricorrere alla chirurgia che, al contrario, va considerata come extrema ratio. In questo articolo, vedremo nel dettaglio cos’è l’epicondilite, i suoi sintomi, le cause e le opzioni di trattamento. Quali sono i sintomi dell’epicondilite Quando si soffre del cosiddetto “gomito del tennista” i sintomi più tipici sono:● Dolore nella parte dell’avambraccio esterna che parte dal gomito● Debolezza nella presa e difficoltà nell’afferrare oggetti● Dolore che peggiora durante i movimenti del polso o dell’avambraccioDiverse ipotesi suggeriscono che le cause di questa infiammazione potrebbero essere legate anche a una predisposizione individuale, possibilmente derivante da una mancata coordinazione di specifiche fasce muscolari, oltre che alla sollecitazione meccanica. Cause dell’epicondilite L’epicondilite è spesso causata da un sovraccarico dei tendini dell’avambraccio. Le cause possono includere:● Movimenti ripetitivi: attività che coinvolgono movimenti ripetitivi del polso o dell’avambraccio, come il tennis, che possono mettere sotto pressione i tendini e causare l’infiammazione.● Cattiva tecnica: utilizzare una tecnica errata durante un’attività può aumentare lo stress sul gomito e contribuire allo sviluppo dell’epicondilite● Mancanza di esercizi di riscaldamento: iniziare un’attività fisica senza un adeguato riscaldamento può aumentare il rischio di infortuni, compresa l’epicondilite Come viene diagnosticata l’epicondilite Questa patologia è facilmente diagnosticabile, visti i dolori decisamente ricorrenti e caratterizzanti. Si procede solitamente nelle seguenti modalità:● Test di Mills: rileva l’insorgenza del dolore alla pronazione forzata con polso flesso e gomito esteso● Test di Cotzen in cui si chiede al paziente di tenere il pugno chiuso, portandolo all’indietro verso la spalla. Il medico effettua poi una spinta in avanti, cercando di estendere il muscolo interessato● Diagnosi più approfondita tramite esami come l’ecografia, la radiografia, risonanza magnetica o TAC Come si cura l’epicondilite? Fortunatamente, esistono diverse opzioni di trattamento efficaci per l’epicondilite: Riposo e riduzione dell’attivitàUno dei primi passi nella gestione dell’epicondilite è dare al gomito il tempo necessario per guarire. Ridurre o evitare le attività che causano dolore può contribuire al recupero. In questo caso è possibile ricorrere a dispositivi ortopedici per il gomito, tra cui le fasce come il bracciale antiepicondilite che garantisce stabilità articolare e una compressione dei muscoli dell’avambraccio, grazie ai due cuscinetti in poliuretano che svolgono una funzione antalgica della zona dolente, oppure l’N3 Epikeep Bracciale Tennis Elbow utile in caso di epicondilite laterale ed epicondilite mediale o epitrocleite. Terapie specifiche ● Terapia Tecar ● Laserterapia ● Magnetoterapia ● Onde d’urto Sempre su consiglio medico, si può. eseguire una cura domiciliare con dispositivi pre-impostati che contemplano anche i programmi per l’epicondilite come Magnum L Magnetoterapia Globus. Terapie farmacologicheFarmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS) possono alleviare il dolore e ridurre l’infiammazione. Tuttavia, è importante consultare un medico prima di utilizzarli. Intervento chirurgicoIn certi casi, per risolvere il problema dell’epicondilite, potrebbe essere necessario ricorrere ad un intervento chirurgico. L’opzione dell’intervento chirurgico rimane una possibilità remota, solitamente meno del 5% delle epicondiliti si risolve con un intervento. Si può procedere con il distacco dell’inserzione tendinea, praticando una piccola incisione, questa operazione è chiamata intervento di Hohmann. In alternativa, si pratica il cosiddetto intervento di Nirschl con la rimozione della parte del tessuto di tendine logorato. L’epicondilite può essere dolorosa e limitante, ma con il giusto trattamento e una corretta gestione, è possibile ottenere un sollievo significativo dei sintomi. Qualora si presentino i sintomi, è consigliabile consultare un medico o uno specialista per una diagnosi accurata e un piano di trattamento appropriato.

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Scottature: tutti i rimedi

I raggi solari possono essere molto nocivi, per questo è importante proteggere la nostra pelle non solo nel periodo estivo, ma anche durante il periodo invernale. È importante scegliere un fattore di protezione adatto al proprio fototipo, ossia in base alla quantità di melanina che può produrre il nostro corpo. La melanina è un pigmento che, rendendo la nostra epidermide più scura, protegge gli strati inferiori della pelle. Chi produce più melanina, i fototipi di tipo III e superiori, tende ad abbronzarsi più facilmente, mentre per i soggetti a fototipo più chiaro, il pericolo di scottature è molto più alto.Le scottature solari sono un tipo di ustione comune causata appunto dall’esposizione ai raggi ultravioletti (UV) del sole. I raggi UV possono danneggiare la pelle e causare una serie di problemi quali: Le scottature solari possono essere di lieve, media o grave entità. Le scottature lievi si risolvono solitamente entro pochi giorni, le scottature più gravi richiedono invece settimane o addirittura mesi.In questo articolo, vedremo insieme alcuni rimedi efficaci per le scottature, sfatando anche alcuni falsi miti e consentendo una gestione adeguata e un rapido sollievo. Rimedi della nonna e rimedi fai da te: sfatiamo alcuni miti Uno degli antichi rimedi per le scottature è il classico impacco con acqua fredda e aceto, ma sebbene l’aceto vanti virtù disinfettanti, è controindicato in casi di pelle irritata. L’aceto, infatti, ha un PH decisamente basso rispetto a quello della nostra pelle e potrebbe peggiorare la situazione.Spesso, le nonne consigliavano anche di applicare olio o burro su scottature solari ed ustioni. L’olio può donare un leggero sollievo, soprattutto perché ricco di Vitamina A ed E, ma a causa del contenuto di acidi grassi potrebbe occludere i pori della pelle.Altra soluzione fai da te per scottature ed ustioni, è il dentifricio. Probabilmente, l’utilizzo del dentifricio, se a base di mentolo, viene consigliato per l’effetto rinfrescante. Ci sono però altre componenti dei dentifrici che possono rivelarsi dannose in caso di scottatura: il fluoro o fluoruro di sodio, ad esempio, secca lo strato di pelle, mantenendo il calore negli strati inferiori e facendo così peggiorare la situazione. Anche il collutorio, che viene spesso consigliato come un rimedio lenitivo per le scottature, potrebbe avere effetti controproducenti. Infatti, fra i componenti dei collutori, troviamo spesso alcool e acido benzoico che possono ledere ulteriormente la pelle già irritata.Tra i rimedi fai da te, viene spesso menzionato la fecola di patate. In realtà, è preferibile applicare direttamente una fettina di patata sulla scottatura, in quanto le patate contengono solanina, un alcaloide glicosidico che impedisce la formazione di vesciche e pertanto favorisce la cicatrizzazione combinando un’azione antinfiammatoria. Le polveri come la fecola di patate, invece, non andrebbero mai applicate sulla cute infiammata. Come prevenire e agire efficacemente sulle scottature Nel caso di partenze per un weekend al mare, o esposizione della pelle ai raggi solari, è bene portare sempre con sé tutto il necessario per prevenire la comparsa di scottature. Il Kit Scottature Solarid di Astroplast, ad esempio, contiene 5 bustine di protezione solare con fattore 25 e 5 bustine con gel lenitivo in caso di scottature.Come rimedio post-scottature è possibile applicare anche una crema specifica ad effetto lenitivo come la Crema 29,5g Foille, pensata appositamente per lenire la pelle in caso di scottature ed ustioni lievi.In casi di scottature più gravi, occorre applicare una garza sterile e una crema di idrocortisone. Per questo tipo di scottature, è necessario comunque rivolgersi immediatamente a un medico. Come prevenire le scottature Ci sono diversi accorgimenti che possono essere adottati per prevenire le scottature.Innanzitutto ricorrere ai prodotti solari. Oggi è disponibile una vasta selezione di prodotti come creme ed oli che aiutano a proteggere la pelle dai raggi ultravioletti.Bisogna prestare particolare attenzione anche al tempo di esposizione al sole. Durante le prime esposizioni, bisognerebbe non prendere il sole per più di 45-60 minuti, andando mano a mano ad aumentare il tempo di esposizione.Bisogna fare attenzione anche in caso di assunzione di farmaci, alcuni potrebbero rendere un soggetto più fotosensibile. Ne sono un esempio gli antibiotici, i diuretici, le pillole anticoncezionali, alcuni antifungini e antiacneici. Infine, anche alcuni ingredienti cosmetici possono avere effetto fotosensibilizzanti, come il retinolo o l’acido glicolico.Le scottature possono essere fastidiose, ma con i rimedi giusti e la corretta prevenzione, è possibile alleviare il disagio e favorire una guarigione rapida. Si consiglia di optare per prodotti specifici per lenire le scottature e proteggere la pelle dai danni del sole.

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Punture di zanzara: curiosità e rimedi

Le punture di zanzara sono un vero tormento e talvolta possono creare un grande disagio a causa di prurito e bruciore. Ci sono però dei soggetti che vengono letteralmente presi di mira dalle zanzare, nello specifico le femmine, le uniche a nutrirsi e succhiare il sangue. In particolare, il sangue umano di cui vanno alla ricerca, serve, grazie alle proteine contenute, per alimentare le uova. Sveliamo alcune curiosità ed alcuni rimedi sicuri per prevenire e curare le odiose punture. Perchè le zanzare pungono alcune persone e altre no Un detto popolare dice che le zanzare pungono solamente le persone con sangue dolce. In realtà, sono molteplici i fattori ad attirare le zanzare. Come spiega l’Università Vita-Salute del San Raffaele, tra i fattori che predispongono alcune persone ad essere bersaglio delle fastidiose punture ci sarebbe il gruppo sanguigno. Il gruppo 0 sarebbe il più gradito. La maggior parte degli individui, circa l’85%, emana un particolare odore distintivo del proprio gruppo sanguigno e secondo uno studio del Pest Control Technology Institute, coloro che hanno sangue del gruppo 0 sarebbero il cibo prediletto per le predatrici rispetto al gruppo A e B.Altra particolarità che parrebbe attrarre le zanzare, è il microbiota della pelle. La Rockefeller University ha condotto un’interessante ricerca pubblicata nel 2022 sulla rivista scientifica “Cell”. Gli scienziati hanno fatto indossare sugli avambracci calze di nylon per 6 ore, ad 8 soggetti, svolgendo al termine un esame olfattometrico. Alcuni soggetti si sono rivelati fino a 100 volte più a rischio di morsi di zanzare. Secondo gli scienziati dipenderebbe proprio dal tipo di microbiota della pelle ossia quel particolare sistema di batteri e microrganismi che popolano la superficie della nostra pelle.Secondo quanto dimostrato da una ricerca statunitense del California Institute of Technology, le zanzare avrebbero la capacità di avvertire l’anidride carbonica a distanza di 50 metri. Coloro che svolgono attività fisica, come ad esempio i runner, vengono punti con maggior frequenza proprio perché producono più anidride carbonica. Lo stesso vale per le donne in gravidanza che diventano bersaglio privilegiato dei fastidiosi insetti. Le donne in dolce attesa producono, infatti, il 21 % in più di anidride carbonica. I cibi che attirano le zanzare Le zanzare sembrano apprezzare una temperatura corporea elevata e questa può essere influenzata dai cosiddetti cibi termogenici. Alcuni alimenti e bevande hanno la caratteristica di produrre calore e fra questi troviamo lo zenzero, la zucca, i legumi ma soprattutto gli alcolici. Dobbiamo, però, far salva un’eccezione ossia il peperoncino che sebbene sia un termogenico, fa assumere al sudore un odore sgradito alle zanzare.Ci sono poi dei cibi che incrementano la produzione di acido lattico che attira fortemente le zanzare. Questa funzione è propria di tutti i cibi ricchi di potassio così come le banane, le albicocche, gli spinaci, i pomodori o l’avocado. Inoltre citiamo anche le verdure in salamoia, lo yogurt, i crauti ed il kefir.Infine, dovremmo badare ad assumere anche gli alimenti dolci e ricchi di colesterolo, oltre che alla birra che come ha rivelato da una ricerca francese aumenterebbe esponenzialmente il rischio di essere punti. I cibi che allontanano le zanzare Così come ci sono cibi che se assunti attirano le zanzare grazie all’odore delle secrezioni corporee come il sudore, ci sarebbero anche alimenti che per lo stesso motivo ci rendono poco interessanti per essere punti. Fra questi ultimi troviamo l’aglio, il germe di grano, il pepe nero grazie ad una sostanza chiamata acilpipedrine, il basilico, il pompelmo (grazieoal componente aromatico nootkatone) ed il lievito di birra. Non sussistono, invece, prove scientifiche che una dieta ricca di Vitamina B1 o tiamina, riesca ad allontanare le zanzare. Le zone in più soggette a puntura di zanzara Molti hanno la percezione che le zanzare pungano maggiormente le caviglie. In realtà, ci sarebbero anche altri punti maggiormente esposti alle punture di zanzara: la parte posteriore del collo, il retro delle ginocchia e l’interno dei gomiti. Sono diverse le ipotesi a riguardo. Alcuni credono che siano i batteri a favorire le punture in queste zone. Secondo altri pareri , questi punti sarebbero anche i punti più caldi del corpo. Non a caso, sono le zone in cui si consiglia di mettere il profumo in modo da farlo evaporare di più. Come evitare le punture delle zanzare Abbiamo visto come alcuni odori possano risultare sgraditi alle zanzare e sfruttando tale principio, la linea Alontan per la sicurezza di tutta famiglia: Esistono molti “repellenti” che aiutano a preservare la pelle di adulti e bambini, disponibili in diversi formati e composizioni comprese penne e pomate antistaminiche, utili a ritrovare rapido sollievo dopo le punture.

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Acidi alfa-idrossiacidi: cosa sono e perché fanno bene

Gli acidi alfa-idrossiacidi, o AHA, sono acidi organici molto delicati, fra gli ingredienti più ricorrenti nell’INCI dei cosmetici. Gli AHA sono: Sono noti per i loro benefici esfolianti ed idratanti e per la capacità di migliorare la texture e l’aspetto della pelle. In questo articolo, esploreremo in dettaglio cosa sono gli acidi alfa-idrossiacidi, come funzionano e perchè sono così apprezzati nella cura della pelle. Acido lattico viso come usarlo L’acido lattico può essere di origine sintetica e pertanto compatibile con cosmetici vegani oppure derivare dal latte. L’uso più frequente è quello esfoliante o idratante. Questo acido agisce spezzando i legami superficiali della pelle (l’adesione dei corneociti) liberando le cellule morte che si depositano giorno dopo giorno. Restituisce quindi un colorito radioso e non più opaco. Ha, inoltre, un’efficacia idratante ed è indicato per le pelli sensibili, rafforza la barriera cutanea stimolando la pelle a produrre più ceramidi. L’acido lattico aiuta a combattere le discromie della pelle, sia quelle provocate da iperpigmentazione delle cicatrici post-acneiche, sia quelle dovute all’età. Acido glicolico a cosa serve L’acido glicolico è un derivato dalla canna da zucchero. Si caratterizza per una molecola più piccola rispetto agli altri AHA e questo significa che riesce a penetrare più a fondo nella pelle. Svolge 3 azioni principali: Essendo il più potente esfoliante fra gli AHA, occorre prestare attenzione ad esporsi al sole dopo l’applicazione dell’acido glicolico perchè è fotosensibilizzante. È fondamentale quindi, utilizzare una protezione solare ad ampio spettro durante il giorno, per proteggere la pelle dai danni causati dai raggi UV. Per l’uso non professionale, viene utilizzato a basse concentrazioni (massimo 10 %) proprio per il potere esfoliante accentuato. Viene solitamente sconsigliato per pelli sensibili. Proprietà dell’acido malico L’acido malico è contenuto in alcuni frutti come le mele, l’uva e le fragole. Viene utilizzato come alternativa all’acido glicolico per le pelli sensibili, in quanto svolge un’azione esfoliante più delicata. Aiuta ad attenuare le discromie ed è considerato un ingrediente anti age in quanto rallenta l’invecchiamento cutaneo. Infine, viene utilizzato come acidificante per regolare il pH nei cosmetici. Acido mandelico per il viso L’acido mandelico viene estratto dalle mandorle amare. La sua denominazione deriva infatti da “ mandel” che in tedesco significa mandorla. Effettua un’azione di peeling e agevola il rinnovamento cellulare. A differenza dell’acido glicolico, è costituito da molecole più grandi e per questo motivo, non viene assorbito rapidamente dalla pelle. Un peeling a base di acido mandelico viene quindi considerato più delicato rispetto ad altri alpha-idrossacidi. Inoltre, l’acido mandelico non è fotosensibilizzante. Per la sua funzione antibatterica, viene frequentemente impiegato nei cosmetici anti-acne per impedire la proliferazione dei batteri. Troviamo molto spesso l’acido mandelico fra gli ingredienti di creme e prodotti antiage, dato che stimola la produzione di collagene. Acido Tartarico in cosmesi L’acido tartarico viene estratto dall’uva e dalla banana, ma è presente anche nel tamarindo. Le funzioni di questo acido sono essenzialmente 3: Svolge, inoltre un’azione comedolitica ossia promuove l’eliminazione dei cosiddetti punti neri. Acido citrico in cosmesi Oltre alle proprietà esfolianti e schiarenti comuni agli altri acidi citati, l’acido citrico può essere utilizzato come ingrediente per regolare il pH e soprattutto per la sua funzione chelante. Ha infatti la capacità di legarsi a metalli pesanti, componenti che pregiudicherebbero la stabilità dei prodotti cosmetici. È presente nei cosmetici in concentrazioni davvero basse, inferiori all’1%. Può quindi comparire nell’indice INCI, sia come additivo, sia in qualità di principio attivo. Qual è l’alpha-idrossiacido più efficace? La risposta ci viene fornita da uno studio pubblicato già nel 1996 sull’International Journal Cosmetic Science. L’efficacia è stata valutata in base a 3 criteri: I più efficaci si sono rivelati l’acido glicolico e l’acido lattico. La sinergia e le interazioni degli acidi AHA Gli alfa-idrossiacidi possono essere uniti nel medesimo prodotto. Ovviamente, le concentrazioni saranno limitate per evitare un effetto irritante. Proprio la sinergia dell’acido mandelico, dell’acido lattico e dell’acido citrico, uniti a polidrossiacidi (ad assorbimento più graduale rispetto agli AHA) e all’acido succinico, è alla base della formulazione di Bionike Cosmeceutical Penta Peel Esfoliante Cinque Acidi 50 Dischetti Monouso. Questi dischetti, imbevuti con una soluzione predosata, svolgono un’efficace azione di peeling in modo da ottenere una pelle luminosa e levigata.Occorre però badare alle interazioni quando ci affidiamo all’efficacia degli AHA. Meglio infatti non abbinare prodotti a base di AHA con quelli contenenti vitamina C dato che potrebbero irritare la pelle. Lo stesso dicasi per i prodotti a base di retinolo e di l’idrochinone. Quest’ultimo è un agente depigmentante e la sua azione non dovrebbe sommarsi a quella degli AHA.Affidati al personale esperto di Tecnomedicalstore per i consigli sulla skincare quotidiana ed i migliori prodotti per la cura del viso.

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Come mantenere l’abbronzatura: tutti i consigli

Avere la pelle dorata è uno dei vantaggi dell’estate, talvolta, però, dopo il nostro rientro dalle vacanze, l’abbronzatura tende a svanire. La durata dell’abbronzatura dipende da molteplici fattori come ad esempio il fototipo e l’idratazione della pelle. Ci sono però alcune strategie che possono essere adottate per prolungare l’abbronzatura. Questo articolo fornirà consigli su tecniche e prodotti da utilizzare per mantenere la propria abbronzatura più a lungo. Preparare la pelle all’abbronzatura Per prolungare l’abbronzatura, è essenziale preparare la pelle in modo adeguato con alcuni accorgimenti:● esfoliazione della pelle: l’esfoliazione regolare della pelle prima dell’esposizione al sole può aiutare a rimuovere le cellule morte e favorire un’abbronzatura uniforme. È importante utilizzare un esfoliante delicato e concentrarsi sulle aree più ruvide come gomiti e ginocchia. Si consiglia l’esfoliazione della pelle almeno un giorno prima dell’esposizione al sole.● idratazione della pelle: una pelle ben idratata aiuta a mantenere l’abbronzatura più a lungo. Applicare una crema idratante quotidianamente sulla pelle, preferibilmente dopo la doccia aiuta ad evitare che la pelle si secchi e di conseguenza si desquami, causando la perdita di abbronzatura.● alimentazione: alcuni cibi aiutano a preparare la pelle all’abbronzatura. Il betacarotene, o provitamina A, è un antiossidante che può potenziare l’abbronzatura. Da sempre, infatti si raccomanda di mangiare alimenti quali carote, meloni, albicocche e altri cibi dal colore arancione, poiché ricchi di questa sostanza. In realtà, non solo i cibi di colore giallo e arancione la contengono ma anche il prezzemolo e il basilico ne sono ricchi. Per aiutarci ad abbronzarci dovremmo anche assumere cibi che contengono fenilalanina, come arachidi, frutta a guscio, pesce e uova e tirosina, come frutti di mare, albumi, soia e alga spirulina. Protezione solare per un’abbronzatura duratura La protezione solare è essenziale per evitare danni alla pelle e per mantenere l’abbronzatura nel tempo. Ecco alcuni suggerimenti:● scegliere una protezione solare adatta: è importante scegliere una crema solare ad ampio spettro, con un fattore di protezione solare (FPS) di almeno 30. La crema solare deve offrire una protezione sia dai raggi UVA, che dai raggi UVB e deve essere applicata generosamente su tutte le aree esposte al sole, compresi viso, collo, braccia e gambe.● applicare la protezione solare regolarmente: per mantenere l’efficacia della crema solare è importante riapplicarla ogni due ore, dopo il bagno o in caso di eccessiva sudorazione. È consigliabile comunque seguire le istruzioni del prodotto sulla frequenza di riapplicazione● indossare abbigliamento protettivo: oltre all’applicazione di protezione solare, è consigliabile utilizzare un abbigliamento protettivo come cappelli a tesa larga e occhiali da sole con protezione UV. Questo aiuterà a proteggere il viso, il cuoio capelluto e gli occhi dai danni del sole, riducendo così il rischio di scottature e il progressivo sbiadimento dell’abbronzatura. Cura della pelle dopo l’abbronzatura Dopo l’esposizione, è importante prendersi cura della propria pelle per mantenere l’abbronzatura più a lungo. Ecco alcuni consigli per la cura della pelle post-abbronzatura:● idratazione continua: sia in fase pre esposizione, che dopo l’esposizione solare, l’idratazione è un tassello importante per far durare più a lungo l’abbronzatura. Oltre alla crema con filtro solare, è bene anche utilizzare una lozione idratante doposole come Nuxe Sun Latte Doposole Viso E Corpo, oppure Bionike Defence Sun Doposole Idratante. Si consiglia di utilizzare il doposole non solo dopo l’esposizione, ma anche una volta terminata la vacanza, al rientro a casa.● evitare docce calde e prolungate: l’acqua calda e le docce prolungate possono asciugare la pelle, facendo sbiadire l’abbronzatura più rapidamente e causando desquamazione. Si consiglia quindi di optare per docce brevi con acqua tiepida e utilizzare detergenti delicati per la pelle.● dieta: anche una volta abbronzati, l’alimentazione assume un’importanza fondamentale. Se la pelle si secca, tende a desquamarsi e inevitabilmente a perdere anche il colorito bronzeo. Occorre prediligere alimenti ricchi di acqua come angurie o zucchine, ma anche cibi che favoriscano la produzione di collagene, come quelli ricchi di vitamina C come frutti di bosco, rucola, agrumi o fragole.● illuminare l’abbronzatura: A distanza di una settimana e più dall’esposizione al sole, si tende ad avere un colorito spento, poco dorato. Grazie a Nuxe Huile Prodigieuse Or e al potere di 7 oli idratanti possiamo conferire alla pelle abbronzata nuova luce, un aspetto radioso e dorato. L’olio Prodigioso di Nuxe può essere applicato su viso, corpo e capelli e grazie alle madreperla dorate e al seducente profumo sembrerà di essere appena tornati dalla spiaggia. Mantenere l’abbronzatura per un periodo lungo richiede cura e attenzione per la propria pelle. Preparare la pelle in modo adeguato, proteggerla con una crema solare adeguata e prendersene cura anche dopo l’esposizione sono azioni fondamentali per prolungare il colorito estivo. 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La cifosi nei giovani cos’è e come prevenirla

La cifosi è una condizione che colpisce la colonna vertebrale, causando una curvatura anomala verso l’esterno. Spesso associata agli anziani, la cifosi è molto comune anche tra i giovani. In questo articolo, esploreremo cos’è la cifosi nei giovani, i sintomi da riconoscere e quali misure preventive possono essere adottate per mantenere una schiena sana. La cifosi nei giovani Recenti studi hanno registrato un aumento del 700% di casi di cifosi nei giovani. La cifosi nei giovani, nota anche come cifosi giovanile o ipercifosi, si riferisce a una curvatura eccessiva della colonna vertebrale che si manifesta durante l’infanzia o l’adolescenza.La colonna vertebrale, che normalmente appare dritta quando vista di lato, assume una forma arcuata verso l’esterno. Avere una lieve cifosi è una condizione fisiologica, quando si verifica invece una condizione patologica è più corretto parlare di ipercifosi. Per convenzione, si parla di ipercifosi dorsale quando la curvatura è superiore ai 45° di Cobb (l’angolo di Cobb misura l’angolo di curvatura, indicando la gravità della patologia). Cause della cifosi nei giovani La cifosi nei giovani può essere causata da diversi fattori, tra cui:● Postura scorretta: una postura inadeguata può esercitare pressione sulla colonna vertebrale, contribuendo alla formazione della cifosi.● Scoliosi: la cifosi può essere associata alla scoliosi, una condizione caratterizzata da una curvatura laterale della colonna vertebrale.● Malfunzionamento muscolare: i muscoli deboli o squilibrati possono influire sulla postura e sulla salute della colonna vertebrale, aumentando il rischio di cifosi.● Problemi scheletrici: alcune malformazioni congenite o patologie come l’osteoporosi possono favorire lo sviluppo della cifosi.● Cattive abitudini: l’uso prolungato di dispositivi elettronici, come telefoni cellulari e computer, se associati ad una postura non corretta, possono contribuire alla formazione della cifosi nei giovani. Sintomi della cifosi nei giovani Riconoscere i sintomi della cifosi nei giovani è essenziale per poter intervenire precocemente. Ecco alcuni segnali da tenere d’occhio:● Spalle curve in avanti: i giovani con cifosi possono presentare spalle curve in avanti, dando l’impressione di una postura curva.● Gobba prominente: La cifosi può portare alla formazione di una protuberanza o “gobba” nella parte superiore della schiena, nota anche come gibbo.● Dolore alla schiena: è possibile avvertire dolore alla schiena, specialmente durante i movimenti o dopo un’attività prolungata. Come si cura la cifosi? La cifosi nella sua forma più lieve, detta atteggiamento cifotico, può essere corretta tramite esercizi posturali o sedute di fisioterapia, mentre quando diventa una vera e propria patologia allora è necessario ricorrere a busti ortopedici. Solo come extrema ratio si procede ad una correzione chirurgica.Esistono busti o correttori ortopedici che si adottano solitamente in caso di curvature comprese fra i 20 ed i 40° Cobb.Fra le ortesi per le donne sono presenti i reggiseni posturali che tramite gli appositi tiranti aiutano a raddrizzare la parte dorsale. All’interno dello shop sono presenti i richiami dinamici posturali Ekeep che coniugano sensazione di comfort ed efficacia funzionale grazie alla ricerca sui tessuti e i materiali. Le maglie posturali Ekeep possono offrire un valido supporto per migliorare la postura e ridurre il dolore associato. Funzionano inducendo un richiamo che permette il rinforzo dei muscoli estensori del tronco, classificabili come muscoli posturali, contribuendo così a ripristinare una corretta postura. Indossando una maglia posturale, si applica una leggera pressione sulle parti del corpo coinvolte nella postura scorretta, come la zona delle spalle e della schiena. Questa pressione aiuta a mantenere l’allineamento e stimola i muscoli che sono responsabili della postura eretta.Indossare regolarmente una maglia posturale può aiutare ad allenare i muscoli del tronco a lavorare in modo più efficace, rafforzandoli nel tempo. Perché è importante diagnosticare con tempestività queste problematiche? Come anticipato, uno tra i fattori principali della cifosi è la cattiva postura che soprattutto i giovani assumono quando tengono in mano dispositivi come smartphone e tablet. Questa condizione si sviluppa anche quando le vertebre sono ancora flessibili e ricche di cartilagine, ossia nel periodo della pubertà. Agire per tempo è davvero fondamentale, quando si nota questa incurvatura, bisogna procedere tramite esami diagnostici come radiografie del rachide, risonanza magnetica o TAC e una visita fisiatrica o ortopedica.Questo tipo di cifosi da postura errata è chiamata cifosi astenica poiché porta al progressivo indebolimento (astenia) dei muscoli di sostegno alla colonna vertebrale. Altra causa dell’ipercifosi potrebbe essere il morbo di Scheuermann. Questa patologia, che si sviluppa nell’adolescenza, fa sì che le vertebre assumano la forma di cuneo ed in questo modo si giunge all’antiestetica curvatura. Come prevenire la cifosi nei giovani La prevenzione è fondamentale per mantenere una schiena sana e ridurre il rischio di sviluppare la cifosi. Tra i metodi preventivi troviamo:● Mantenere una buona postura: Incoraggiare una postura corretta fin da giovani è essenziale per prevenire la cifosi. Assicurarsi che i bambini e gli adolescenti adottino una postura eretta durante le attività quotidiane, come studiare o utilizzare dispositivi elettronici.● Esercizi di rinforzo muscolare: Svolgere regolarmente esercizi che rinforzano i muscoli della schiena e del core può aiutare a mantenere una buona postura e prevenire la cifosi.● Limitare l’uso di dispositivi elettronici: Insegnare ai giovani l’importanza di una corretta postura durante l’uso di dispositivi elettronici può contribuire a prevenire la cifosi. ● Controlli medici regolari: Sottoporre i giovani a controlli medici regolari permette di individuare precocemente eventuali problemi posturali o scheletrici, incluso la cifosi. Tra gli altri metodi preventivi, troviamo anche la chiropratica, che aiuta ad alleviare le tensioni dei muscoli posturali e soprattutto educa alla postura corretta, il Pilates e la ginnastica posturale.Vieni sul sito Tecnomedicalstore e naviga nella categoria dei nostri prodotti ortopedici per trovare l’ortesi migliore per prevenire la cifosi o correggerla.

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L’importanza del biberon: quali elementi considerare nella scelta

L’alimentazione dei bambini è fondamentale per la loro crescita e sviluppo sano. Il biberon svolge un ruolo cruciale in questo processo, fornendo loro nutrimento e idratazione. Ma quale biberon scegliere? In questo articolo, esploreremo l’importanza del biberon e quali elementi considerare nella scelta. Durante la scelta fra i diversi biberon, l’unico elemento che solitamente viene preso in considerazione è l’età indicata sulle confezioni, quando, in realtà, sono molti i fattori da valutare durante l’acquisto. Tra gli elementi fondamentali da considerare durante la scelta del biberon, troviamo soprattutto la tettarella e i materiali di cui è composto il biberon. I materiali che vengono utilizzati più spesso per confezionare il contenitore del biberon sono il vetro o la plastica, mentre il lattice o il silicone vengono utilizzati per la tettarella ma scegliere quale tra questi materiali sia il migliore non è sempre semplice. Vetro o plastica per il contenitore? Con una direttiva del 2011, l’Unione Europea ha vietato l’utilizzo per i biberon di un tipo di plastica, il policarbonato, perché conterrebbe BPA ossia senza bisfenolo A, sostanza considerata nociva. Il BPA è infatti stato inserito dall’Echa, l’Agenzia europea delle sostanze chimiche, nell’elenco delle sostanze pericolose.L’Istituto Superiore di Sanità raccomanda comunque di non scaldare direttamente i liquidi in un biberon di plastica, anche se non contenente BPA, perché potrebbe rilasciare sostanze nocive. Meglio, dunque, scaldare i liquidi a parte e poi, una volta raggiunta la temperatura di 37°, trasferirli nel contenitore del biberon. Inoltre è fondamentale utilizzare uno sterilizzatore a freddo.Il biberon in vetro, invece, sembra essere molto più sicuro, soprattutto ora che la maggior parte dei modelli è in vetro infrangibile. Una delle remore in merito alla scelta del biberon di vetro è proprio la difficoltà del neonato di tenerlo in mano e il rischio di rottura in caso di caduta. Per la tettarella lattice o silicone? Solitamente, per la tettarella dei primi biberon si sceglie il lattice, mentre il silicone è l’ideale dal secondo o terzo mese di vita del neonato soprattutto per il periodo della dentizione. Il silicone si può sterilizzare ad alte temperature, è incolore e non assorbe odori, sapori né batteri. Il lattice è un materiale naturale, ma molto più poroso del silicone. Per quanto riguarda le caratteristiche a cui badare quando procediamo all’acquisto di un biberon, dobbiamo cercare una tettarella anatomica. Questo tipo di tettarella è poco invasiva e si adatta con facilità al palato del neonato. In questo modo, la suzione del latte o altri liquidi avviene in modo naturale e consente il corretto sviluppo del cavo orale del bambino. Altro vantaggio da tenere in considerazione sono le valvole anticoliche, che limitano l’ingestione di aria mentre il neonato si alimenta. In questo modo, è possibile prevenire l’insorgere di problematiche gastrointestinali come coliche o rigurgiti.Ovviamente, vanno valutati anche i tipi di flusso che possono variare in base all’età del poppante e al tipo di alimento somministrato. Per i primi pasti costituiti da latte o acqua, si sceglie un biberon a flusso lento, come il Biberon Chicco Natural Feeling Flusso Lento, quando invece si iniziano a introdurre alimenti come i succhi di frutta, allora si passa ad un flusso medio, come il Biberon Natural Feeling Flusso Medio, fino a optare per un biberon a flusso veloce per le prime pappe liquide. La linea di biberon Chicco propone diverse tipologie di biberon a seconda delle esigenze del bambino. Perché riprodurre la percezione dell’allattamento al seno Negli ultimi anni, la Ricerca ha fatto grandi passi avanti nella realizzazione dei biberon. Si è cercato di creare prodotti che siano sempre più accostabili all’esperienza dell’allattamento al seno materno come il biberon Calma dell’azienda Medela. Medela ha realizzato questo prodotto in collaborazione con HLRG, Gruppo di ricerca sull’allattamento umano Hartman dell’Università dell’Australia Occidentale. Il ritmo naturale dell’allattamento viene riprodotto da questo modello di tettarella, non facendo ingerire troppa aria durante la poppata. Per iniziare a bere il latte o altri alimenti liquidi, il bambino deve creare la condizione di vuoto. Nel caso avesse difficoltà in questo passaggio necessario per la suzione, Medela ha sviluppato il biberon Special Needs. Quando, infatti, sono presenti alcune patologie come il labbro leporino o alcuni disturbi neurologici, creare la condizione di vuoto per la suzione diventa un problema. La tettarella di Special Needs ha una fessura che regola il flusso e che chiude subito il passaggio del latte impedendo l’ingresso di aria quando il piccolo decide di fare una pausa. Rivolgiti al nostro servizio clienti per avere ogni informazione sui nostri biberon, Francesca sarà lieta di offrirti tutte le risposte di cui hai bisogno. Chiama il 3663101791.

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