L’epicondilite, comunemente nota anche come “gomito del tennista”, è una patologia infiammatoria dell’inserzione del tendine nell’epicondilo, una protuberanza ossea nell’area del gomito. Su questo osso, che sporge al termine dell’omero, poggiano i muscoli estensori di polso e avambraccio ed un fascio di tendini. Quando la zona di polso ed avambraccio vengono sollecitate da movimenti ripetitivi, come accade nel gioco del tennis, può verificarsi uno stato flogistico dei tendini e delle loro inserzioni nell’epicondilo, provocando dolore e difficoltà di movimento. Questo stato è ricorrente anche in chi compie sforzi intensi come ad esempio i traslocatori o i fattorini. Non sempre occorre ricorrere alla chirurgia che, al contrario, va considerata come extrema ratio. In questo articolo, vedremo nel dettaglio cos’è l’epicondilite, i suoi sintomi, le cause e le opzioni di trattamento.
Quali sono i sintomi dell’epicondilite
Quando si soffre del cosiddetto “gomito del tennista” i sintomi più tipici sono:
● Dolore nella parte dell’avambraccio esterna che parte dal gomito
● Debolezza nella presa e difficoltà nell’afferrare oggetti
● Dolore che peggiora durante i movimenti del polso o dell’avambraccio
Diverse ipotesi suggeriscono che le cause di questa infiammazione potrebbero essere legate anche a una predisposizione individuale, possibilmente derivante da una mancata coordinazione di specifiche fasce muscolari, oltre che alla sollecitazione meccanica.
Cause dell’epicondilite
L’epicondilite è spesso causata da un sovraccarico dei tendini dell’avambraccio. Le cause possono includere:
● Movimenti ripetitivi: attività che coinvolgono movimenti ripetitivi del polso o dell’avambraccio, come il tennis, che possono mettere sotto pressione i tendini e causare l’infiammazione.
● Cattiva tecnica: utilizzare una tecnica errata durante un’attività può aumentare lo stress sul gomito e contribuire allo sviluppo dell’epicondilite
● Mancanza di esercizi di riscaldamento: iniziare un’attività fisica senza un adeguato riscaldamento può aumentare il rischio di infortuni, compresa l’epicondilite
Come viene diagnosticata l’epicondilite
Questa patologia è facilmente diagnosticabile, visti i dolori decisamente ricorrenti e caratterizzanti. Si procede solitamente nelle seguenti modalità:
● Test di Mills: rileva l’insorgenza del dolore alla pronazione forzata con polso flesso e gomito esteso
● Test di Cotzen in cui si chiede al paziente di tenere il pugno chiuso, portandolo all’indietro verso la spalla. Il medico effettua poi una spinta in avanti, cercando di estendere il muscolo interessato
● Diagnosi più approfondita tramite esami come l’ecografia, la radiografia, risonanza magnetica o TAC
Come si cura l’epicondilite?
Fortunatamente, esistono diverse opzioni di trattamento efficaci per l’epicondilite:
Riposo e riduzione dell’attività
Uno dei primi passi nella gestione dell’epicondilite è dare al gomito il tempo necessario per guarire. Ridurre o evitare le attività che causano dolore può contribuire al recupero. In questo caso è possibile ricorrere a dispositivi ortopedici per il gomito, tra cui le fasce come il bracciale antiepicondilite che garantisce stabilità articolare e una compressione dei muscoli dell’avambraccio, grazie ai due cuscinetti in poliuretano che svolgono una funzione antalgica della zona dolente, oppure l’N3 Epikeep Bracciale Tennis Elbow utile in caso di epicondilite laterale ed epicondilite mediale o epitrocleite.
Terapie specifiche
● Terapia Tecar
● Laserterapia
● Magnetoterapia
● Onde d’urto
Sempre su consiglio medico, si può. eseguire una cura domiciliare con dispositivi pre-impostati che contemplano anche i programmi per l’epicondilite come Magnum L Magnetoterapia Globus.
Terapie farmacologiche
Farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS) possono alleviare il dolore e ridurre l’infiammazione. Tuttavia, è importante consultare un medico prima di utilizzarli.
Intervento chirurgico
In certi casi, per risolvere il problema dell’epicondilite, potrebbe essere necessario ricorrere ad un intervento chirurgico. L’opzione dell’intervento chirurgico rimane una possibilità remota, solitamente meno del 5% delle epicondiliti si risolve con un intervento. Si può procedere con il distacco dell’inserzione tendinea, praticando una piccola incisione, questa operazione è chiamata intervento di Hohmann. In alternativa, si pratica il cosiddetto intervento di Nirschl con la rimozione della parte del tessuto di tendine logorato.
L’epicondilite può essere dolorosa e limitante, ma con il giusto trattamento e una corretta gestione, è possibile ottenere un sollievo significativo dei sintomi. Qualora si presentino i sintomi, è consigliabile consultare un medico o uno specialista per una diagnosi accurata e un piano di trattamento appropriato.